Due stagioni fa, a sorpresa, l’Udinese decise di affidare la guida tecnica della squadra a un tecnico a sorpresa: Kosta Runjaić, classe 1971, nato a Vienna ma di origini jugoslave (alcune fonti citano origini bosniache/croate). Ha vissuto in Germania, ha legami familiari nelle diverse zone dell’ex Jugoslavia.
Il tecnico dei friulani ha avuto anche un passato da giocatore, certo non a grandissimi livelli non avendo mai raggiunto la carriera professionistica. Ha militato con il Türk Gücü Rüsselsheim, SV 07 Raunheim, FSV Frankfurt. Un bruttissimo infortunio ha messo la parola fine alla carriera da giocatore e così ha cominciato l’ascesa come allenatore.
La carriera da allenatore
Primi passi in Germania
Dopo aver chiuso con il calcio giocato, Runjaić si è impegnato in ruoli tecnici puntando inizialmente alle giovanili, cominciando così a sviluppare le sue idee di allenatore.
Tra le prime esperienze come capo allenatore ci sono SV Darmstadt 98 (dal 2010 al 2012), dove ha ottenuto la promozione in 3. Liga (terza serie tedesca) nel 2010-11 e nella stagione seguente ha consolidato la posizione salvandosi.
Ha poi allenato, come allenatore in prima, club come MSV Duisburg, Kaiserslautern, 1860 Monaco in Germania, con risultati altalenanti ma importanti per l’esperienza.
Nel 2017, Runjaić si trasferisce in Polonia, diventando allenatore del Pogoń Szczecin, club con cui rimane vari anni, costruendo una buona reputazione.
Nel 2022 approda al Legia Varsavia, uno dei club di riferimento del campionato polacco. Con il Legia vince la Coppa di Polonia 2022-23 e la Supercoppa polacca 2023.
Inoltre, con il Legia partecipa alla UEFA Europa Conference League 2023-24, riuscendo a superare la fase a gironi e arrivare al turno dei playoff a eliminazione diretta.
La filosofia di gioco
Calcio propositivo, intensità e possesso
Runjaić predilige squadre che giochino con ritmo alto, che pressano, che provochino l’avversario. Non è un tecnico che si limita al contenimento: vuole il possesso, vuole che la sua squadra domini il gioco in molte fasi.
Moduli flessibili
Non è rigidissimo. Pur avendo preferenze, è disposto a cambiare modulo a seconda delle caratteristiche della rosa e della partita. Alcune delle sue squadre – come Legia, come Udinese – hanno utilizzato frequentemente sistemi con difesa a tre, trequartisti, ali offensive o attaccanti capaci di incidere. Alcuni moduli che gli vengono attribuiti: 3-4-3, 3-4-2-1; ma anche 4-2-3-1 o 4-3-3 quando serve.
Valorizzazione dei giovani
Uno dei punti che più colpisce nella sua carriera è la capacità di lanciare giovani, di far emergere talenti — specialmente nelle sue esperienze in Polonia – creando plusvalenze e dando spazio a prospetti.
Adattabilità
È un allenatore che sa adattarsi: alle situazioni, alle risorse, alle esigenze tattiche del campionato in cui opera. In Polonia ha dovuto fare i conti con budget, condizioni di club diverse rispetto alla Germania, mentre in Italia deve confrontarsi con un livello di competitività alto, tattico e mediamente più sofisticato in difesa, e con la necessità di adattare il linguaggio e le dinamiche a nuovi contesti culturali.
I risultati alla guida dell’Udinese
Nella sua prima stagione alla guida dell’Udinese (2024-25), Runjaić ha conquistato la salvezza con largo anticipo.
Ha ottenuto il rinnovo fino al 2027, suggerendo che la società è soddisfatta del suo lavoro e vuole dare continuità al progetto.
L’Udinese sotto la sua guida ha mostrato un gioco più propositivo rispetto alle ultime stagioni, e una squadra capace di sorprendere in trasferta e di imporre il proprio ritmo in casa.
Vedremo se la squadra friulana riuscirà a migliorarsi. Nella passata stagione, soprattutto dopo i primi mesi di campionato, i bianconeri avevano dato l’impressione di poter lottare anche per un posto in Europa. Verso la seconda metà di stagione hanno poi cominciato a perdere contatto con le posizioni che contano chiudendo il campionato con una comoda salvezza. L’obiettivo stagionale è quello di chiudere nella prima metà della classifica.
































