La Juventus affronta uno dei passaggi più delicati e complessi della propria stagione, consapevole di dover compiere una vera e propria impresa nel ritorno dei playoff di UEFA Champions League contro il Galatasaray. In un momento in cui risultati e prestazioni non hanno sempre convinto, la squadra bianconera è chiamata a una prova di orgoglio, carattere e qualità per tenere vivo il proprio cammino europeo.
Il pesantissimo 5-2 subito nella gara d’andata, disputata la scorsa settimana a Istanbul, ha complicato in modo significativo i piani della formazione allenata da Luciano Spalletti. Una sconfitta maturata al termine di una partita ricca di errori difensivi e cali di concentrazione, che ora impone un ribaltamento quasi disperato del risultato.
Per accedere agli ottavi di finale, infatti, i bianconeri dovranno imporsi con almeno quattro reti di scarto, uno scenario che richiederà una prestazione perfetta sotto ogni aspetto: intensità, equilibrio tattico, cinismo sotto porta e massima attenzione nelle retrovie. Servirà una Juventus aggressiva fin dai primi minuti, capace di mettere pressione agli avversari e di sfruttare ogni occasione utile.
Il pubblico avrà un ruolo fondamentale nel sostenere la squadra in una serata che si preannuncia carica di tensione ed emozioni. Solo attraverso una prova di grande maturità e determinazione la Juventus potrà sperare di trasformare una situazione estremamente complicata in una notte europea da ricordare.
Precedenti
Se la Juventus si affidasse esclusivamente ai numeri della storia recente della UEFA Champions League, le speranze di rimonta apparirebbero ridotte al minimo. Nelle fasi a eliminazione diretta del torneo, infatti, solo in 4 casi su 49 uno svantaggio di almeno tre reti maturato all’andata è stato ribaltato al ritorno. Imprese rimaste nella memoria collettiva, come quelle del Deportivo La Coruña nella stagione 2003/04, del Barcellona nel 2016/17, della Roma nel 2017/18 e del Liverpool nel 2018/19.
Uno sguardo diverso, però, può offrire qualche spiraglio di fiducia. Analizzando i precedenti europei del Galatasaray, qualche elemento incoraggiante emerge, al di là della possibile assenza di Osimhen, arma micidiale nelle ripartenze. Un piccolo margine di speranza, dunque, esiste.
La formazione guidata da Okan Buruk, ad esempio, aveva iniziato la fase campionato di questa Champions con un pesante ko a Francoforte contro l’Eintracht Francoforte: un netto 5-1 subito nonostante l’iniziale vantaggio firmato da Akgün. Era soltanto la prima giornata, ma quel crollo sembrava preoccupante. Eppure i turchi sono riusciti a rialzarsi, chiudendo a fine gennaio con 10 punti e il ventesimo posto in classifica, piazzamento sufficiente per strappare il pass ai playoff.
Numeri e precedenti, dunque, raccontano una sfida complicata ma non impossibile: la storia è contro la Juventus, ma qualche segnale suggerisce che, nel calcio europeo, nulla possa essere dato per scontato.
Arbitraggio
La UEFA ha ufficializzato la designazione arbitrale per Juventus-Galatasaray, ritorno dei playoff di UEFA Champions League: a dirigere l’incontro sarà il portoghese João Pinheiro.
Per il fischietto lusitano si tratta di un precedente già incrociato con i bianconeri: il 16 febbraio 2023 arbitrò infatti la sfida di UEFA Europa League tra Juventus e Nantes, valida per gli spareggi. Una gara ricordata anche per le polemiche, in particolare per il rigore non concesso a Gleison Bremer, episodio che fece molto discutere nell’immediato post-partita.
Non completamente priva di precedenti anche la scelta dell’addetto al VAR. Il polacco Tomasz Kwiatkowski ha già incrociato la Juventus in tre occasioni dalla sala di controllo: Villarreal-Juve 0-3 negli ottavi di Champions 2021-22, Lille-Juve 1-1 nella Champions 2024-25 e Real Madrid-Juve agli ottavi del Mondiale per Club 2025. Nel 2024, inoltre, Kwiatkowski era stato temporaneamente sospeso proprio dalla UEFA, un dettaglio che aggiunge ulteriore attenzione attorno alla direzione arbitrale della sfida.
DOVE VEDERLA
Juventus-Galatasaray sarà visibile in diretta in esclusiva su Prime Video che detiene i diritti della miglior partita del mercoledì di Champions.
PROBABILI FORMAZIONI
Restano alcuni interrogativi di formazione, a partire dalla porta, dove Di Gregorio appare comunque favorito per una maglia da titolare.
Le assenze per squalifica di Cambiaso e Cabal complicano i piani soprattutto sulla corsia sinistra, dove si profila una vera e propria emergenza: Kostic è il principale candidato a occupare quella zona di campo.
Sulla fascia destra torna invece Kalulu, mentre al centro della difesa Bremer ha recuperato ed è regolarmente a disposizione.
Buone notizie anche per il reparto offensivo: David rientra tra i convocati e Yildiz, dopo gli ultimi accertamenti, è pronto a riprendersi una maglia dal primo minuto.
JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly; McKennie, Thuram, Locatelli, Kostic; Conceicao, Yildiz; David.
Il Galatasaray dovrebbe confermare gran parte dell’undici che ha sceso in campo nel primo round. In difesa, Sanchez, tenuto a riposo in campionato, tornerà a guidare il reparto centrale, mentre in mezzo al campo Torreira, anch’egli assente nel weekend, prenderà posto come regista al fianco di Sara.
Dopo aver saltato l’ultima partita per un leggero fastidio al ginocchio, Osimhen tornerà regolarmente a disposizione. Sulle fasce, la coppia Yilmaz e Lang non subirà modifiche, confermando continuità e solidità sugli esterni.
GALATASARAY (4-2-3-1): Cakir; Sallai, Sanchez, Bardakci, Jakobs; Sara, Torreira; Yilmaz, Akgun, Lang; Osimhen. All. Okan Buruk
DICHIARAZIONI ALLENATORI
In una partita come quella di domani, quanto conterà la spinta dello Stadium?
Kelly: “Quando giochiamo davanti ai nostri tifosi, questo ci dà molta convinzione e fiducia. Credo che spetterà a noi giocatori entrare nella partita di domani. Sappiamo la posizione in cui ci troviamo al momento e non possiamo dimenticarcelo. Sappiamo che è un compito arduo, ma dobbiamo essere pronti per una partita di questo genere”.
Che emozioni state vivendo all’interno del gruppo?
Kelly: “Al momento capiamo tutti la posizioni in cui ci troviamo. In termini di emozioni, quando giochiamo partite di questo genere sappiamo che è molto duro. Ma, come ho detto prima, questo è un club basato sulla famiglia. C’è questo tipo di ambiente. La squadra è molto unita e compatta. Ci prendiamo cura l’uno dell’altro e cerchiamo di incoraggiarci per andare nella giusta direzione”.
Sfidare di nuovo Osimhen ti toglie un po’ il sonno? Avete capito come fermare un giocatore così?
Kelly: “Sappiamo che calciatore abbiamo davanti. Sappiamo che all’andata si sono create molte occasioni, ma questa settimana abbiamo provato diverse cose. Sappiamo che cosa fare: dovremmo cercare di entrare in partita sin da subito. Personalmente, spero di giocare ad alto livello, che è quello che voglio fare in ogni partita. Sappiamo che sarà una partita molto dura, ma dobbiamo essere pronti”.
Che cosa non dovete dimenticare degli errori che avete fatto questa settimane?
Kelly: “Il modo in cui abbiamo subito dei gol è qualcosa che nessun calciatore vuole vedere. Penso che le azioni di gioco sono quelle a cui bisogna prestare particolarmente attenzione, soprattutto quando ci sono dei contrasti”.
In cosa senti di essere cresciuto di più?
Kelly: “Il periodo trascorso alla Juventus è stato davvero incredibile. Sono fiero e orgoglioso di giocare in un club di questo genere. Mi sono integrato sin dall’inizio. Questo club ti dà l’occasione di migliorare. Io cerco sempre di considerare i dettagli per capire come posso migliorare il mio gioco. Dall’altra parte, c’è anche la mentalità che conta: devi essere molto deciso, concentrato e motivato. Ed è questo quello che sto cercando di fare”.
Quanto conterà il supporto dei tifosi domani sera?
Spalletti: “Ci sono partite che non si giocano, si compongono. Serve creare un contesto, serve la partecipazione di un intero ambiente. E noi abbiamo bisogno del cuore dei nostri tifosi. Tutte le volte che sono entrato in questo stadio e ho sentito partecipare il pubblico siamo diventati più forti. Più che il gesto, questa partita la si risolve creando un contesto. Sappiamo che è un momento difficile, ma questa volta chiediamo proprio ai tifosi di starci vicino”.
Su Yildiz: quanto conta la sua volontà di esserci a tutti i costi?
Spalletti: “Per noi lui è già un leader, un punto di riferimento. Questo perché lo fa vedere nella serenità che ha anche nei momenti difficili. Quella capacità di andare a esplorare cose nuove quando tutto sembra difficile. Ha la carratteristica del leader in campo, ma lo è anche dal punto di vista del carattere. Lo ha già fatto vedere. Lui ci vuole essere in tutte le maniere perché vuole giocare questa sfida. Oggi ha fatto un allenamento parziale, ma quando stavamo uscendo mi ha detto: ‘Mister, io ci sono’. Lo voglio raccontare per spiegare la forza di questo ragazzo”.

Che idea si è fatto del trattamento che sta subendo Di Gregorio? Come sta?
Spalletti: “Bisogna sviluppare la capacità di essere disprezzati. Per il nostro ruolo è fondamentale. Comincia tutto da lì. Smetti di chiederti che cosa succederà e inizi a pensare che cosa vuoi che accada. Questo è quello che fa la differenza. Noi, a livello di gruppo, dividiamo tutto in parti uguali. Tutte le offese che si fanno a un calciatore, ognuno se ne assume un po’ di percentuale”.
Spalletti: “Queste due partite pesano allo stesso modo. Sono tutte e due delle belle minacce, ma sono delle belle sfide. Prima di andare a letto saluto il passato e inizio a pensare al giorno dopo. Ci sono giornate che ti costringono a stare male il giorno dopo, ma è da lì che io costruisco qualcosa che mi farà piacere, vivere o che mi farà stare bene. E ora si pensa a questa partita qui, che è una sfida difficile però noi, insieme al nostro pubblico che sono convinto che parteciperà in ogni modo, proveremo a fare di tutto. Come dicono loro: fino alla fine della partita”.
Parlando del motto ‘Fino alla fine’: dirà qualcosa al gruppo per trasmettere questi valori?
Spalletti: “Dobbiamo essere una versione più solida di quella che abbiamo fatto vedere. Dobbiamo restare squadra. Sappiamo che valore abbiamo quando giochiamo insieme. Per ribaltare partite così serve compattezza e far vedere che quello che siamo in questo momento non assomiglia a chi siamo noi. Le valutazioni non vanno fatte con le facili statistiche, che sono un indizio, non un giudizio. Chi le usa come se fosse qualcosa di terminale le usa male, perché poi i conti si tirano in fondo. Quello che per me diventa fondamentale è ricordarci chi siamo e ricordarci di fare sempre appello a noi stessi e all’aiuto che ci darà il nostro pubblico. Non dobbiamo pensare a dover fare tre gol, ma uno. Perché poi le cose cambiano”.
Come sta Bremer?
Spalletti: “Sarà convocato e può essere utilizzato. E anche lui fa parte di quella pasta lì… è pasta bianconera”.
Una rimonta può cambiare un po’ il vento di questa stagione?
Spalletti: “Passa molto da questi risultati, perché involontariamente sei costretto a subirli. Siamo nelle condizioni di giocarci la partita al meglio. Abbiamo resettato perché abbiamo fatto quel giorno di recupero, che ogni tanto ci vuole. Le difficoltà non ti tolgono il valore, ti costringono a usarlo. E noi dobbiamo giocare questa partita affrontando queste difficoltà, poi faremo altri ragionamenti”.
Senza Cabal e Cambiaso, può essere la giusta chance per Kostic?
Spalletti: “Non gli ho dato molto spazio. E questo un po’ mi dispiace. Il ragazzo però ha valore come uomo, professionista e appartenenza a questo club, oltre a una fucilata di sinistro che ha già fatto vedere. O prima o dopo sarà utilizzato”.
Di Gregorio ha bisogno di fiducia o giocherà Perin?
Spalletti: “Facciamo ragionamenti per mettere in meno difficoltà possibile tutti. Faremo valutazioni, sperando di fare la scelta corretta”.
Quanto i giocatori credono a questa impresa? Ha pensato a qualche impresa del passato da raccontare ai suoi calciatori?
Spalletti: “Non è che ci si può inventare qualcosa dal niente. Dobbiamo essere noi stessi fino in fondo. A volte non si può piacere a tutti e si fanno delle scelte che non vengono condivise. Ma bisogna essere credibili quando si va a stimolare la squadra. C’è stato un gran periodo a cui sono seguiti questi passi indietro, legato anche dagli episodi”.
Dal punto di vista calcistico, come si fa ad affrontare una partita del genere?
Spalletti: “La strategia l’abbiamo un po’ detta ora. Si usa tutto il percorso per evidenziare che noi in realtà non siamo solo quelli di ora. Siamo anche quelli di un mese fa, in cui abbiamo fatto questo calcio che vorremmo continuare a fare. Si tratta di andare in profondità ed essere ancora più bravi di quello che abbiamo fatto vedere. Bisogna risolverla a livello di compattezza e di unità. E noi vogliamo provarci. Domani non vivremo un sogno: vivremo una situazione che ci siamo guadagnati e meritati, dobbiamo giocarla ricordando tutto questo”.
GALATASARAY
“Non siamo ancora passati nonostante l’ottimo risultato della prima sfida. Dovremo scendere in campo con il desiderio di vincere. Loro avranno anche i tifosi dalla loro, e non possiamo pensare di essere già agli ottavi”.
“Ho splendidi ricordi, ho affrontato grandissimi giocatori. Il mio desiderio è lasciare questa città come ho fatto in passato”.
“Non dobbiamo fare le cose diversamente rispetto all’andata. Vogliamo affermare il nostro gioco, facendo valere il nostro spirito di squadra. Ci siamo preparati bene e non pensiamo ad altro che non sia vincere. Se ci appoggiamo troppo sull’andata, avremo difficoltà”
“Non dobbiamo ragionare in base all’anno scorso, sono tante le esperienze accumulate che ci hanno portati a questo livello”
Giorgia Palmieri































