L’Argentina dopo la vittoria sull’Uruguay è già qualificata come prima della classe per il Mondiale del 2026. La squadra di Scaloni ha letteralmente dominato la scena del difficilissimo girone unico sudamericano conquistando 28 punti in 13 partite e mantenendo un vantaggio di 15 punti sulla Bolivia, settima, diventa quindi matematicamente qualificata.
Non ci saranno però sconti per il Brasile che dovrà cercare di raccogliere punti nel match che si giocherà questa notte all’una (ora italiana) contro gli acerrimi rivali di sempre. I verdeoro sono terzi a quota 21 e sono riusciti a riprendersi dopo aver rischiato davvero tantissimo di dover battagliare nelle posizioni da dentro o fuori.
Argentina e Brasile: un odio storico
L’ultimo incontro tra Argentina e Brasile nelle qualificazioni per il Mondiale 2026 è stato un match che ha tenuto incollati milioni di appassionati davanti agli schermi. Disputato in un’atmosfera elettrica, la partita è stata caratterizzata da intensità, agonismo e, purtroppo, anche da momenti di tensione e polemiche.
Nelle ultime sfide giocate tra le due nazionali non sono mancate le polemiche e soprattutto, purtroppo gli scontri. Facciamo un salto nel 2019 quando a Belo, nella semifinale di Copa America, il Brasile sconfigge gli avversari per 2-0. Nell’occhio del ciclone il direttore Zambrano, reo secondo gli argentini di aver favorito spudoratamente i padroni di casa: “Noi venivamo sempre ammoniti e loro mai. Tutte le decisioni su situazioni dubbie hanno visto il Brasile avvantaggiato. Ci hanno negato due calci di rigore e non sono andati nemmeno a rivedere la azioni al VAR. Spero che la CONMEBOL faccia qualcosa, ma sappiamo che non succederà nulla perché tutto è in mano al Brasile” ha tuonato Messi a fine gara.
Il 17.11.2021 allo stadio San Juan del Bicentenario si è giocato a calci e non a calcio. Il match, valevole per le qualificazioni ai Mondiali, è finito 0-0. Otamendi si è beccato un cartellino rosso per una gomitata nei confronti di Raphinha. Ci sono stati diversi interventi al limite che hanno portato la Conmebol a verificare quanto accaduto in campo. Alla fine la Conmebol ha evidenziato che sia l’arbitro Andres Ismael Cunha che il VAR Esteban Daniel Ostojich hanno commesso dei gravi errori e per questo motivo ha deciso di sospenderli entrambi per un periodo indefinito.
Nel novembre del 2023 l’apoteosi in senso negativo. Tanta violenza con gli scontri tra i tifosi delle due nazionali e anche tra gli argentini e le forze dell’ordine brasiliane. L’Argentina rifila al Brasile la prima sconfitta casalinga della storia delle qualificazioni ai Mondiali ma il risultato, maturato grazie a una rete di Otamendi, passa in secondo piano.

Da dove nasce l’odio?
La rivalità tra Argentina e Brasile non è nata per caso. Affonda le sue radici nella storia stessa dei due paesi. Entrambi sono nazioni di grandi dimensioni, con una forte identità nazionale e un orgoglio radicato. Il calcio, in questo contesto, diventa un campo di battaglia simbolico dove si combatte per la supremazia continentale e per l’affermazione della propria grandezza.
- La competizione per la leadership regionale: Sin dalla loro indipendenza, Argentina e Brasile hanno spesso gareggiato per l’influenza e la leadership in Sudamerica. Il calcio, sport popolare per eccellenza, è diventato un riflesso di questa competizione geopolitica.
- Differenze culturali e sociali: Sebbene condividano il continente, Argentina e Brasile presentano differenze culturali e sociali significative. Queste distinzioni, spesso enfatizzate dai media e dai tifosi, contribuiscono a creare un senso di “noi” contro “loro” che alimenta la rivalità.
- L’orgoglio nazionale: Il calcio è profondamente radicato nell’identità nazionale di entrambi i paesi. La maglia della nazionale rappresenta un simbolo di unità e di orgoglio per milioni di cittadini. Le vittorie contro l’eterno rivale sono celebrate con un’intensità quasi religiosa, mentre le sconfitte sono vissute con grande delusione.
Si gioca per il dominio del continente:
La rivalità è stata alimentata in modo esponenziale dalle numerose sfide dirette tra le due nazionali, spesso in occasioni cruciali e con in palio titoli importanti.
- La storia dei mondiali: Argentina e Brasile sono tra le nazioni più titolate nella storia dei Mondiali di calcio. I loro successi e i loro percorsi spesso si sono incrociati, creando scontri memorabili e carichi di tensione. Le vittorie in finale o in fasi avanzate del torneo hanno amplificato l’importanza di ogni singolo confronto.
- La Copa América: La Copa América, il torneo continentale per eccellenza, è un altro terreno fertile per la rivalità. Le frequenti sfide tra Argentina e Brasile in questa competizione hanno scritto pagine indelebili nella storia del calcio sudamericano, con partite combattute fino all’ultimo respiro e spesso decise da episodi controversi.
- Giocatori iconici: La presenza di giocatori leggendari in entrambe le squadre ha contribuito a rendere la rivalità ancora più accesa. Le sfide tra i grandi numeri 10, da Pelé a Maradona, e più recentemente tra Messi e altri talenti brasiliani, hanno catalizzato l’attenzione del mondo intero, creando un’aura di attesa e confronto ad ogni partita.
La situazione delle due squadre:
- Argentina: Campione del Mondo in carica, punterà su Alvarez e Lautaro per confermare il suo dominio e a qualificarsi senza intoppi. La squadra di Scaloni ha dimostrato solidità e compattezza, unendo la qualità dei suoi fuoriclasse a un’organizzazione tattica efficace.
- Brasile: Il Brasile, nonostante una rosa ricca di talento, sta attraversando una fase di rinnovamento. La Seleção è sempre una delle squadre più temibili, con giocatori di altissimo livello in tutti i reparti, ma potrebbe aver bisogno di tempo per trovare la giusta amalgama e continuità di risultati.































