Triton Jeju: Kanit si arrende nel 50K, Wilson domina il final table
Le Triton Super High Roller Series Jeju continuano a regalare spettacolo nella suggestiva cornice asiatica, ma per Mustapha Kanit questa volta arriva un epilogo amaro.
Dopo aver stretto i denti per gran parte del torneo e nonostante qualche acciacco fisico, il campione azzurro è costretto ad alzare bandiera bianca nel 50.000 NLH 7-handed, fermandosi a 34 left, dunque fuori dalla zona premi.
Un torneo complicato sin dalle prime fasi
Reduce anche da un piccolo “incidente sportivo” durante una partita a calcetto con altri player, Kanit si è comunque presentato ai tavoli dell’Event #7, confermando la sua voglia di competere ai massimi livelli.
Il torneo ha registrato 116 iscrizioni complessive, generando un montepremi di circa 5,8 milioni di dollari, con 20 posizioni a premio. Un field come sempre stellare, tipico delle Triton Series, dove ogni tavolo è una vera e propria finale anticipata.
Per gran parte della sua avventura, Musta è stato costretto a navigare in acque difficili, con uno stack ridotto che non gli ha permesso di esprimere al meglio il suo gioco aggressivo e creativo.
Lo shove fatale: K5 contro AA
Arrivato a 34 giocatori rimasti, Kanit si ritrova con uno stack di 135.000 chip, pari a poco meno di 7 big blinds (livello 10.000/20.000/20.000). Una situazione ormai critica, che lo spinge a cercare il raddoppio.
L’italiano decide quindi per lo shove da UTG+1 con K-5, una mossa comprensibile considerando la pressione dei bui e la necessità di trovare spot per risalire.
Il tavolo è composto da sette giocatori e solo il big blind, il bulgaro Alex Kulev, potrebbe teoricamente chiamare con un range più ampio grazie a uno stack molto profondo. Tuttavia, il colpo di scena arriva dallo small blind, dove il vietnamita Nguyen Le si sveglia con la miglior mano possibile: A-A.
Il call è inevitabile e immediato. Il board 8-Q-7-2-2 non lascia alcuna speranza a Kanit, già drawing dead al turn, sancendo così la sua eliminazione.
Un’uscita amara, soprattutto per il timing, che condanna Musta a restare fuori dai 20 posti pagati.
Wilson domina il final table
Mentre Kanit lascia la scena, il torneo prosegue fino alla formazione del final table a 6 giocatori, dominato dallo statunitense Brandon Wilson.
Wilson imbusta uno stack imponente da 10.725.000 chip, pari a 86 big blinds, un vantaggio netto rispetto agli inseguitori.
Alle sue spalle troviamo proprio Alex Kulev con 4.225.000, mentre completa il podio provvisorio il cinese Zhou Quan con 2.525.000.
Chipcount Final Table
| POS | PLAYER | STACK | BB |
|---|---|---|---|
| 1 | Brandon Wilson | 10.725.000 | 86 |
| 2 | Alex Kulev | 4.225.000 | 34 |
| 3 | Zhou Quan | 2.525.000 | 20 |
| 4 | Felipe Boianovsky | 2.300.000 | 18 |
| 5 | Sebastian Gaehl | 1.875.000 | 15 |
| 6 | Anatoly Zlotnikov | 1.550.000 | 12 |
Con stack così distribuiti, Wilson parte nettamente favorito, ma nelle Triton nulla è mai scontato.
Kanit e il “paradosso” dei tornei Triton
Nonostante l’eliminazione, la presenza di Kanit a Jeju resta comunque significativa. Il numero uno italiano nella All Time Money List continua infatti a essere un protagonista costante nei circuiti più prestigiosi al mondo.
In una recente intervista, Musta ha condiviso alcune riflessioni proprio sui tornei Triton:
“Sono tornei bellissimi con field altrettanto belli e la location è perfetta per concentrarsi solo sul poker.”
Allo stesso tempo, ha sottolineato una delle difficoltà principali di questi eventi:
“Il problema è quando si arriva a 15-20 left: si gioca per tanti soldi, ma i payout sono molto verticali e sei quasi obbligato a fare top 3 per avere un buon ritorno.”
Una considerazione lucida che spiega perfettamente la natura di questi tornei: altissimo livello tecnico, ma anche varianza estrema.
Ancora occasioni per Musta
L’eliminazione nel 50K non chiude certo l’avventura di Mustapha Kanit a Jeju. Le Triton Series offrono infatti un calendario ricchissimo e nuove opportunità per riscattarsi sono sempre dietro l’angolo.
Per un player del suo calibro, abituato ai grandi palcoscenici, ogni torneo è una nuova sfida. E se c’è una cosa che la carriera di Musta ha insegnato, è che sa sempre come rialzarsi.
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Jeju continua, e con essa anche la caccia al prossimo deep run azzurro. ♠️🔥































