Ancora tensione tra Massimiliano Allegri e Kevin De Bruyne. Durante la sfida di Champions League contro il Villarreal, terminata con una sconfitta per 3-1, l’allenatore del Napoli e il centrocampista belga sono stati protagonisti di un confronto acceso, sintomo di un’intesa tattica che deve ancora consolidarsi.
Allegri ha richiamato più volte il suo numero 11 nel corso del primo tempo, ripetendo «Kevin, Kevin» dalla panchina per attirarne l’attenzione. L’indicazione era precisa: arretrare la propria posizione, sistemarsi in mezzo ai centrocampisti e assumere maggiormente il compito di regista, sfruttando la sua qualità tecnica nella costruzione del gioco. L’obiettivo era liberare Scott McTominay in una posizione più avanzata, così da permettergli di inserirsi in area e accompagnare Rasmus Hojlund.
De Bruyne, però, non sembrava recepire le indicazioni del tecnico. Il belga non si è girato verso la panchina e, durante la partita, ha manifestato più volte il proprio nervosismo con gesti di insofferenza rivolti anche ai compagni. Allegri non ha nascosto la propria irritazione, arrivando a valutare un possibile cambio prima di decidere di lasciarlo in campo fino al termine della gara.
Nel post-partita, l’allenatore ha chiarito il motivo della richiesta, ridimensionando allo stesso tempo il confronto: «Gli ho chiesto di andare in mezzo ai due perché ha più tecnica di McTominay e alzare McTominay, che poteva servire più alto dentro l’area. Non ci siamo capiti».
Non si tratta, dunque, soltanto di una questione caratteriale, ma soprattutto di una diversa interpretazione dei compiti in campo. De Bruyne ha costruito gran parte della propria carriera agendo da centrocampista capace di incidere negli ultimi trenta metri, grazie alla visione di gioco, ai passaggi verticali e alla capacità di creare occasioni. Allegri, invece, gli chiede anche un lavoro più arretrato, utile a garantire ordine e qualità nella prima costruzione.
Già dopo la vittoria contro il Frosinone, il tecnico aveva affrontato l’argomento, spiegando che al belga piace giocare più avanti e che una posizione diversa avrebbe potuto allungargli la carriera. Un segnale che dimostra come l’adattamento tattico del centrocampista fosse già al centro delle riflessioni dello staff.
Il contrasto assume maggiore rilevanza se si considera il rendimento recente del giocatore. Il 10 ottobre, nella vittoria per 3-0 contro il Frosinone, De Bruyne aveva firmato una doppietta, contribuendo in maniera decisiva al successo azzurro. Contro il Villarreal, invece, la prestazione della squadra è stata molto più complicata e il belga non è riuscito a incidere come ci si aspettava.
La sconfitta spagnola non può essere attribuita soltanto alla posizione di De Bruyne. Lo stesso Allegri ha insistito soprattutto sugli errori nella gestione del pallone e sulla perdita di equilibrio della squadra dopo aver subito il pareggio. Il Napoli, secondo il tecnico, non avrebbe dovuto perdere lucidità né concedere agli avversari la possibilità di colpire nuovamente a distanza ravvicinata.
Il problema, quindi, riguarda l’intero assetto della squadra: trovare il giusto equilibrio tra costruzione, copertura e presenza offensiva, evitando che la ricerca del gol lasci troppo spazio agli avversari.
Castel Volturno, il confronto e gli impegni decisivi
Il ritorno agli allenamenti a Castel Volturno rappresenta l’occasione per analizzare quanto accaduto e chiarire le richieste tecniche. La priorità sarà trovare una soluzione che consenta a De Bruyne di valorizzare le proprie qualità senza compromettere gli equilibri del centrocampo.
La prossima sfida contro il Venezia diventa così un banco di prova importante per verificare la reazione del gruppo e l’eventuale risposta del belga alle indicazioni dell’allenatore. Sullo sfondo c’è anche l’impegno europeo contro il Bodø/Glimt, in un percorso di Champions che, dopo due sconfitte nelle prime due gare, richiede una reazione immediata.
Per Allegri, la sfida non consiste soltanto nel recuperare il miglior De Bruyne, ma nel trovare una disposizione capace di far convivere le sue qualità con quelle di McTominay e Hojlund. Per il centrocampista, invece, la priorità è ritrovare continuità e dimostrare di poter essere decisivo anche in un ruolo diverso da quello a cui è maggiormente abituato.
La tensione vista contro il Villarreal resta un campanello d’allarme, ma non basta da sola a dimostrare una rottura tra allenatore e giocatore. Saranno le prossime prestazioni e le scelte tattiche di Allegri a chiarire se quello spagnolo sia stato soltanto un equivoco di campo oppure il segnale di un problema più profondo.
Giorgia Palmieri































