I gruppi Facebook sono in fermento e anche le piattaforme dedicate alla compravendita dei biglietti stanno registrando una situazione simile.
Le Atp Finals di Torino, inizialmente considerate un appuntamento molto ambito, hanno perso rapidamente parte del loro fascino dopo l’annuncio di Jannik Sinner, che ha comunicato la conclusione anticipata della propria stagione e, di conseguenza, la sua assenza dal torneo, che aveva conquistato nelle due precedenti edizioni. Sui social sono così comparsi numerosi utenti intenzionati a rivendere i propri biglietti, in alcuni casi anche a prezzi inferiori rispetto a quelli d’acquisto. C’è chi giustifica la cessione con impegni improvvisi e chi, invece, indica senza esitazioni come motivo proprio l’assenza di Sinner.
Si tratta di una situazione piuttosto particolare, soprattutto dopo mesi in cui si è parlato del possibile sorpasso del tennis sul calcio, sia in termini di popolarità sia di seguito televisivo. Quello che sta accadendo rappresenta invece un chiaro indicatore dell’enorme influenza che Sinner esercita sul pubblico italiano, compresi coloro che non sono abituali appassionati di tennis. Nel momento in cui il campione altoatesino si è fermato, una parte dell’attenzione è tornata verso il calcio, favorito anche dai primi risultati positivi della Nazionale.
La vicenda porta quindi a una riflessione importante per tutto il movimento tennistico italiano: quanto incide realmente la presenza del suo atleta più rappresentativo, già protagonista dei risultati più importanti nella storia del tennis nazionale, sulla crescita dell’intero movimento? Questo può essere considerato anche l’aspetto positivo delle numerose critiche apparse sui social contro chi sta rivendendo i biglietti, spesso accusato di essere un “tifoso occasionale” e non un vero appassionato. Allo stesso tempo, alcuni utenti sottolineano come la diminuzione dei prezzi possa essere una conseguenza naturale dei costi iniziali, considerati da molti eccessivamente elevati dagli organizzatori proprio in virtù della presenza di Sinner.
Anche i dati relativi agli ascolti televisivi e all’interesse per il tennis nella seconda parte della stagione, dopo Wimbledon e senza Sinner, sembrano essere inferiori rispetto a quelli registrati nei primi sei mesi dell’anno. A questo si sono aggiunte le difficoltà degli altri protagonisti del tennis italiano: Lorenzo Musetti è stato condizionato da diversi problemi fisici, culminati recentemente con la frattura a un dito, Jasmine Paolini ha attraversato un periodo meno brillante, mentre Flavio Cobolli ha mostrato una continuità inferiore rispetto a quella evidenziata nei tornei europei. Rispetto agli standard raggiunti in precedenza, il movimento italiano ha quindi avuto meno protagonisti capaci di mantenere alta l’attenzione del pubblico.
In questo scenario, quasi per una curiosa coincidenza, è stato il calcio a colmare parte di questo spazio. La Nazionale, da sempre uno dei grandi amori degli sportivi italiani, è tornata a suscitare entusiasmo grazie a risultati incoraggianti, a una Serie A più competitiva e alla nuova gestione della Nazionale a Coverciano, guidata da Mancini dopo una scelta di Malagò che aveva suscitato diverse polemiche. Anche l’Under 21 di Baldini ha contribuito a riportare l’attenzione sul calcio: più di un milione di spettatori ha seguito in televisione la splendida rete da 75 metri realizzata da Ndour a Pescara, nella larga vittoria contro la Polonia.
Ora il tennis italiano guarda alla parte conclusiva del 2026 con l’obiettivo di dimostrare la propria forza anche senza il suo principale protagonista. Tra gli appuntamenti più importanti ci sarà la Coppa Davis, che l’Italia dovrà difendere a Bologna, mentre Flavio Cobolli avrà buone possibilità di conquistare la qualificazione alle Finals di Torino già nella settimana precedente.
E chissà che, qualora Cobolli riuscisse davvero a raggiungere il torneo, alcuni di coloro che hanno deciso di vendere rapidamente i propri biglietti non possano arrivare a pentirsi della scelta.
Giorgia Palmieri































