Guardando gli ultimi risultati, è difficile sostenere il contrario: in questo momento la Ducati di Marc Márquez è senza dubbio la moto più competitiva del gruppo. Alle sue spalle troviamo le Aprilia, poi la KTM e, più indietro, le altre Ducati nelle loro configurazioni standard. È una fotografia forse un po’ provocatoria, ma non poi così distante dalla realtà.
Il dominio della squadra di Borgo Panigale, infatti, sembra essersi ridimensionato nel corso di questi due anni di sviluppo della moto sotto la guida di Márquez. Per quanto Gigi Dall’Igna possa sottolineare i passi avanti compiuti dagli avversari, è inevitabile tornare con la memoria agli anni difficili della Honda: fatta eccezione per un Marc Márquez praticamente incontenibile, nessun altro pilota riusciva nemmeno ad avvicinarsi concretamente alla possibilità di salire sul podio con la moto dell’Ala Dorata.
Per Honda è stato un periodo estremamente complicato, dal quale la casa giapponese ancora oggi fatica a uscire completamente. Nel frattempo, questa particolare versione della Ducati GP26 continua a dimostrarsi capace di mettere in difficoltà anche un’Aprilia in ottima forma, che però sta pagando una certa discontinuità nei risultati quando si trova a dover affrontare un avversario del calibro di un nove volte campione del mondo.
Il fine settimana giapponese di Marc, semplicemente straordinario, ne è stata l’ennesima dimostrazione. Battuto soltanto in qualifica, Márquez ha disputato due gare praticamente perfette dal punto di vista tattico. Nella Sprint Race ha scelto di sfruttare immediatamente la partenza, piazzando un sorpasso decisivo considerando la distanza ridotta della gara. Nella corsa lunga, invece, ha preferito prendersi il tempo necessario per studiare Jorge Martin, capire il suo ritmo e poi aumentare progressivamente la pressione, mantenendo comunque una gestione impeccabile della gara. Sembrava quasi una pratica da sbrigare con freddezza e precisione, più che una sfida combattuta a colpi di cronometro.
JORGE MARTINE
Jorge Martin continua a guidare la classifica del Mondiale MotoGP, anche se il suo margine è ridotto a soli due punti. Il pilota resta il principale riferimento per la squadra di Noale e, gara dopo gara, sta dimostrando una notevole continuità: è sempre riuscito a conquistare punti, sfruttando al massimo ogni occasione e mostrando una crescita costante nel corso della stagione. A questo punto resta soltanto da capire se sarà in grado di compiere quel definitivo salto di qualità necessario per mettere realmente alle proprie spalle Marc Marquez e trasformare l’attuale leadership nella conquista del titolo.
Un campionato che, almeno fino a qualche tempo fa, molti appassionati consideravano alla portata di Marco “il Bez” Bezzecchi. L’entusiasmo attorno al pilota italiano, però, si è progressivamente affievolito nella seconda parte della stagione. Prima è arrivata una squalifica conseguente a un gesto irrazionale nei confronti di un commissario di pista, poi una serie di cadute e infine un incidente che lo ha costretto a saltare un paio di appuntamenti. Una successione di episodi che ha inevitabilmente frenato la sua corsa.
E oggi sembra essersi ridimensionata anche quella grande ambizione che aveva caratterizzato l’inizio dell’anno. Bezzecchi continua a salire sul podio con una certa regolarità, ma mancano quei lampi di velocità e quelle prestazioni fuori dall’ordinario che lo avevano spinto in vetta alla classifica e alimentato le speranze di un possibile assalto al titolo.
È un vero peccato per un pilota dal carattere così autentico, trasparente e capace di dare tutto per la propria moto, portandola oltre i suoi limiti pur di competere per il campionato del mondo. A Motegi Bezzecchi ha cercato di cambiare le carte in tavola, scegliendo una gomma media per la Sprint Race. Una scelta coraggiosa oppure un vero e proprio azzardo, difficile dirlo. Quello che appare evidente, però, è che Marco deve ritrovare quella velocità impressionante mostrata nella prima parte della stagione e aggiungere quel piccolo margine di prestazione che Ducati sembra aver nuovamente ritrovato, almeno con la moto affidata a Marc Marquez.
BAGNAIA
Sul fondo della scena, ormai quasi ai margini delle vicende principali, è andato in scena un altro episodio destinato a far discutere. Al termine della Sprint Race, la gomma di Pecco Bagnaia presentava un vistoso cedimento nella zona centrale, quasi come se fosse stata scavata dall’interno. È stato proprio Bagnaia a chiarire cosa fosse successo e quali fossero le cause del problema, escludendo quindi qualsiasi teoria complottista alimentata sui social. A lasciare qualche dubbio, però, è stata soprattutto la rapidità con cui gli uomini Ducati hanno provveduto a coprire immediatamente la gomma con un telo, quasi si trattasse di qualcosa da nascondere, di un’immagine scomoda da evitare oppure semplicemente dell’ennesimo episodio mediatico che la squadra avrebbe preferito non alimentare.
Non è difficile immaginare che all’interno della struttura Ducati qualcuno stia vivendo con una certa apprensione il futuro di Bagnaia. Tra box e sede, potrebbe esserci chi considera ormai il pilota italiano una possibile fonte di tensioni mediatiche, soprattutto ogni volta che qualcosa sulla moto non funziona come dovrebbe. Una situazione particolare, che aggiunge ulteriore pressione a un rapporto già tutt’altro che semplice.
Il campionato MotoGP si avvia così verso un finale che promette scintille, ma la sfida per il titolo sembra ormai destinata a coinvolgere soprattutto due piloti spagnoli. Le gare, almeno in questa occasione, non hanno regalato particolari emozioni. Una volta superato Martin, infatti, Marc Marquez ha potuto amministrare la propria posizione senza dover prendere rischi eccessivi, costruendo un vantaggio sufficiente per controllare la situazione fino alla bandiera a scacchi.
Alle sue spalle si sono viste soltanto alcune schermaglie di minore importanza. Tra gli episodi più significativi spicca la penalizzazione inflitta a Martin al termine della Sprint Race per aver oltrepassato il limite del verde, circostanza che ha permesso a Marquez di guadagnare ulteriori punti. A complicare invece il fine settimana di Bezzecchi è stata la decisione di affidarsi alla gomma media, una scelta che alla fine lo ha estromesso dalla zona podio.
Tra le note positive va invece evidenziata la prestazione di un Bastianini particolarmente brillante. Bene anche Moreira, autore di una gara spettacolare davanti al pubblico di casa e capace di regalare alla Honda un risultato prestigioso, portandola sul podio già nella Sprint Race.
Prossimo appuntamento già tra una settimana, con il GP di Indonesia.
Giorgia Palmieri































