Non sono bastati gli applausi del resto dello stadio a coprire quanto accaduto. Lo sdegno è esploso immediatamente e con forza, soprattutto sui social. Sandro Mazzola, leggenda dell’Inter e della Nazionale, era anche figlio di Valentino, simbolo del Grande Torino e tra le vittime della tragedia di Superga.
La Juventus ha condannato senza riserve l’episodio attraverso le parole di Luciano Spalletti nel post partita: «Sono cose che non vanno fatte. Ci vuole rispetto e sportività per le leggende dello sport e del calcio. Scirea, Baresi, Mazzola sono persone di dignità, valori umani e sportivi, da cui tutti abbiamo preso qualcosa. Abbiamo conosciuto storie bellissime sulla loro professionalità, sul loro impegno continuo».
IL COMUNICATO DELLA JUVENTUS
La testimonianza di Luciano Spalletti è anche personale. L’ex allenatore dell’Inter ha ricordato così il suo incontro con Mazzola: «L’ho conosciuto quando sono arrivato all’Inter. Uno dei primi giorni è venuto ad abbracciarmi e a mostrarmi tutta la sua disponibilità per l’incarico che ricoprivo in quel momento. Me lo ricorderò sempre, perché mi ha dato una grande mano».
Anche Maurizio Sarri ha sottolineato l’importanza del rispetto: «È stata una bruttissima sensazione. Magari chi ha fatto questo appartiene a una generazione che non sa chi è Mazzola e cosa ha rappresentato per il calcio, indipendentemente dai colori che indossava. Rendere omaggio a un personaggio del genere è il minimo, anche se ha sempre giocato con la maglia dell’Inter».
In serata è arrivato anche il comunicato ufficiale del club bianconero: «Non c’è rivalità che possa giustificare la mancanza di rispetto durante un minuto di silenzio. Onorare la memoria e unirsi nel ricordo durante i momenti di commemorazione rappresenta una responsabilità comune, che trascende appartenenze e colori».
Contro la Juventus, Sandro Mazzola ha disputato 38 partite: nessun’altra squadra ha affrontato così tante volte nel corso della sua carriera. Il bilancio racconta una rivalità lunga e intensa: 13 vittorie, 8 pareggi e 17 sconfitte. Una sfida quasi eterna, fatta di storia e contrapposizione sportiva. Ma nulla che possa giustificare quanto accaduto ieri all’Allianz Stadium di Torino.
COSA RISCHIANO I BIANCONERI
L’episodio è stato inserito nel referto degli ispettori della Procura federale della FIGC, presenti all’Allianz Stadium durante la scena. La documentazione è stata quindi trasmessa agli organi competenti e il caso è finito sul tavolo del Giudice Sportivo, chiamato ora a valutare eventuali responsabilità della società e le possibili conseguenze disciplinari.
Tra le ipotesi al vaglio c’è innanzitutto una sanzione economica. Non è stata esclusa, però, una misura più severa nei confronti del settore coinvolto, fino alla possibile chiusura della Curva. Si tratta, in ogni caso, dello scenario più pesante.
La decisione definitiva dipenderà da quanto riportato nel referto degli ispettori e dalle norme applicabili. La presa di distanza della Juventus, dunque, non chiude automaticamente il procedimento. Il club ha comunque chiarito fin da subito di non condividere il comportamento tenuto da una parte della propria tifoseria.
Quello che doveva essere un minuto dedicato al ricordo di Sandro Mazzola rischia così di avere conseguenze anche sul piano disciplinare. Ora la parola passa al Giudice Sportivo.