Dodici nazionali in giro per il mondo, Kenan Yildiz e Manuel Locatelli a bordo campo con le stampelle a fare il tifo e il solito problema: Randal Kolo Muani non segna e, soprattutto, non tira mai in porta. Nemmeno nell’amichevole contro la Cremonese.
Alla fine, quella che resta della Juventus, comunque in campo con quattro titolari come Bremer, Cambiaso, McKennie e Kolo Muani, oltre ad alternative di lusso come Gatti e Kelly, perde 1-0 contro la squadra di Fabio Pecchia, formazione di Serie B con diversi giocatori di esperienza in A, tra cui Baschirotto, Luperto, Grassi, Djuric e l’ex interista Federico Bonazzoli. È proprio Bonazzoli, dopo appena dodici minuti, a firmare il gol della vittoria su assist di Adin Licina, lo “juventino in prestito”.
Fa caldo e i ritmi sono bassi, più da luglio che da inizio ottobre. Ma, al di là del risultato di un’amichevole disputata durante la pausa del campionato, il dato che preoccupa maggiormente è un altro: zero tiri in porta nell’ora in cui sono rimasti in campo i big bianconeri.
Kolo Muani non è mai arrivato alla conclusione, nemmeno contro una formazione di Serie B. Mattinata di relativo relax, dunque, per Agazzi e gli altri portieri grigiorossi, impegnati soprattutto da Brancato, classe 2009, e dagli altri giovani bianconeri entrati nel finale.
Se Luciano Spalletti confidava in questo test per sbloccare il “mister 50 milioni” francese in vista della ripartenza di Cagliari dell’11 ottobre, la missione è rimandata. L’ex Paris Saint-Germain ha trovato il gol in Europa League contro il NEC, ma contro le squadre italiane — l’ultima, appunto, la Cremonese — continua a vedere la porta lontana e quasi irraggiungibile.
Una questione che può riguardare i movimenti, ma forse anche e soprattutto l’aspetto mentale.
REGISTA CAMBIASO
Un po’ per scelta e molto per necessità, vista l’assenza dei dodici nazionali, Spalletti sfrutta l’amichevole contro la Cremonese per fare qualche esperimento. Il più curioso riguarda Andrea Cambiaso, jolly bianconero appena rientrato dall’infortunio e reduce da soli 31 minuti giocati prima della sosta.
Il tecnico lo schiera per un tempo da regista davanti alla difesa nel 4-3-3, prima di spostarlo nella ripresa in mezzo al campo nel più classico 4-2-3-1. Una sorta di “Cambiaso alla Douglas Luiz” per 45 minuti, prima del ritorno sulla fascia nella seconda parte di gara.
L’abbondanza di centrali difensivi con i soli Lucumí e Kalulu convocati dalle rispettive nazionali, permette a Spalletti di adattare Kelly e Gatti, quest’ultimo in campo per un tempo, nel ruolo di terzini, con Bremer e Rugani al centro della difesa.
Tra i due adattati, è soprattutto Kelly a farsi vedere in fase offensiva, accompagnando con maggiore continuità l’azione e proponendosi con le sue avanzate sulla fascia.
DIFESA
Juventus spuntata, privata di quasi tutti i suoi trequartisti tra infortuni Yildiz e Boga e convocazioni in nazionale, ma quasi al completo in difesa, a partire da Gleison Bremer al centro. Eppure è la Cremonese a passare in vantaggio dopo meno di un quarto d’ora, con Federico Bonazzoli che sfrutta l’assist di Licina, poi costretto a lasciare il campo per un problema alla mano.
Da quel momento, e fino all’ingresso dei giovani bianconeri nel finale, è proprio la squadra di Pecchia ad andare più vicina al raddoppio rispetto alla Juventus al pareggio. A tenere in partita i bianconeri ci pensa Carlo Pinsoglio, schierato tra i pali al posto dell’ultimo arrivato Neto, ancora non al meglio della condizione. Il portiere è decisivo in due-tre occasioni, evitando che la Cremonese possa mettere al sicuro il risultato.
Per il resto, la Juventus fatica a creare pericoli. L’unico episodio da moviola è un rigore reclamato da Kolo Muani, sceso in campo con il tutore alla mano operata e controllato senza particolari affanni dalla coppia Baschirotto-Luperto. Per quasi un’ora, l’unica vera occasione bianconera arriva dal giovane Amaradio, che prova il diagonale ma non trova la porta.
Giorgia Palmieri































