Dopo il trionfo dell’Aston Villa nella finale di Europa League, è il momento di Crystal Palace e Rayo Vallecano. La seconda finale europea di questo maggio mette in palio la Conference League e, qualunque sarà il risultato alla Red Bull Arena di Lipsia, una delle due squadre conquisterà il primo trofeo internazionale della propria storia.
Il Crystal Palace guidato da Oliver Glasner arriva all’appuntamento dopo uno straordinario 2025, impreziosito dai successi in FA Cup e Community Shield. Dall’altra parte c’è un Rayo Vallecano che non ha mai vinto un titolo nella sua storia e che, dopo anni vissuti all’ombra di Real Madrid e Atletico Madrid, sogna di diventare almeno per una stagione la squadra madrilena più importante d’Europa.
In palio non c’è soltanto la Conference League: la vincente otterrà anche la qualificazione alla prossima edizione dell’Europa League.
PRECEDENTI IN CONFERENCE
Come tutte le squadre partecipanti alla Conference League, anche Crystal Palace e Rayo Vallecano hanno iniziato il loro percorso dai turni preliminari estivi, riuscendo poi a conquistare l’accesso alla fase a girone unico e, successivamente, alla finale.
Il Crystal Palace ha superato nel preliminare i norvegesi del Fredrikstad FK, chiudendo poi la fase campionato al decimo posto. Un piazzamento che ha costretto gli inglesi a passare dagli spareggi, dove hanno eliminato i bosniaci dello HŠK Zrinjski Mostar.
Nel percorso verso la finale, la squadra londinese ha poi avuto la meglio su AEK Larnaca, ACF Fiorentina e FC Shakhtar Donetsk, conquistando così l’accesso all’ultimo atto del torneo.
DOVE VEDERLA
Crystal Palace-Rayo Vallecano, finale di Conference League, sarà trasmessa in diretta tv su Sky Sport.
PROBABILI FORMAZIONI
CRYSTAL PALACE (3-4-2-1): Henderson; Clyne, Lacroix, Canvot; Munoz, Wharton, Kamada, Mitchell; Sarr, Pino; Mateta. All. Glasner.
RAYO VALLECANO (4-3-3): Batalla; Rațiu, Lejeune, Ciss, Chavarria; Lopez, Isi Palazon, Garcia; Oscar Valentin, Alemao, De Frutos. All. Perez.
DICHIARAZIONI ALLENATORI
GLASNER
LA FINALE CON IL PALACE
“È un traguardo enorme per tutti noi, che partecipiamo a questa competizione per la prima volta. Molti dei miei ragazzi non avevano mai giocato in Europa, quindi avevano bisogno di tutte queste partite ed esperienze per crescere e migliorare. Non vediamo che arrivi la finale, che sarà la nostra diciassettesima partita di Conference League e la sessantesima di questa stagione. È un traguardo importantissimo.
Abbiamo viaggiato molto, conoscendo paesi, squadre e stili di calcio diversi. Fin da quando abbiamo iniziato, la finale è sempre stata l’obiettivo e ora lo abbiamo raggiunto, ma non si tratta solo di giocare. Se giochi una finale vuoi vincerla, assolutamente”.
IL SUCCESSO IN EUROPA LEAGUE CON L’EINTRACHT
“Ogni esperienza ti aiuta nelle situazioni future e nelle decisioni che devi prendere. Non si tratta solo di una finale europea, ma anche della finale di FA Cup [del 2025] e di questa esperienza che abbiamo vissuto tutti insieme. La cosa migliore era rimanere fedeli ai nostri principi, giocare a modo nostro e avere fiducia in quello che stavamo facendo.
Questa è stata l’esperienza che ho vissuto quando abbiamo vinto l’Europa League con l’Eintracht Francoforte. È stato uguale quando abbiamo vinto la FA Cup, quindi affronteremo la finale di Conference League con lo stesso approccio: confidando in quello che stiamo facendo e cercando di dare il massimo”.
IL RAYO VALLECANO
“L’avevo già detto prima delle semifinali: tutte e quattro le squadre che arrivano fino a quel punto meritano di arrivare la finale perché hanno fatto bene, e il Vallecano non fa eccezione. Ha vinto due volte contro lo Strasburgo, che noi abbiamo affrontato nella fase campionato perdendo 2-1, quindi sappiamo quanto sia difficile batterlo.
Questo significa che il Rayo ha molta qualità. Ho parlato con i nostri giocatori che hanno giocato in Spagna. Hanno detto che il Rayo è molto veloce, gioca in transizione, con esterni veloci e sempre in grado di segnare. Non subisce tanti gol”.
L’IMMINENTE PARTENZA DEL PALACE
“Mi sarei sentito un fallito totale se la squadra avesse avuto un calo di rendimento [dopo il mio annuncio], perché ai ragazzi ho sempre detto: “Non dovete giocare per l’allenatore”. Bisogna sempre giocare per se stessi, per il gruppo, per i tifosi e per il club. Se vinciamo la Conference League sarà un bene per tutti quelli rimarranno, perché l’anno prossimo giocheranno di nuovo in Europa.
Vincere la finale sarebbe la conclusione perfetta. Quando guardi un film o leggi un libro speri sempre nel lieto fine. Concludere questo percorso di oltre due anni con un altro trofeo, il primo in Europa nella storia del Crystal Palace, sarebbe incredibile”.
PEREZ
LA SUA PRIMA FINALE EUROPEA
“Siamo ancora al settimo cielo dopo l’impresa a Strasburgo. Non ci rendiamo ancora pienamente conto del traguardo raggiunto e ci vorrà tempo per assimilarlo completamente. Dopo questo lungo percorso, però, ci siamo resi conto di ciò che abbiamo imparato. L’ultimo passo è a Lipsia e speriamo che la nostra storia abbia un lieto fine.
Al triplice fischio in semifinale mi sentivo più calmo e sereno di quanto ci si potesse aspettare. Avevamo raggiunto qualcosa che desideravamo da tempo e che aveva tante componenti: ore e giorni di lavoro, con responsabilità per tante persone. In quel momento provi una sensazione di pace; volevo solo stringere la mano all’allenatore avversario e lasciarmi trasportare dal flusso naturale di ciò che sarebbe successo dopo”.
I TIFOSI
“A Vallecas, non solo al Rayo Vallecano, ma proprio nel quartiere, c’è un’autenticità difficile da trovare altrove. Non perché il Rayo o i suoi tifosi siano migliori, ma perché la mentalità che circonda questo club affonda le sue radici nelle sue origini ed è preservata in un modo difficile da replicare altrove. Questo club sarebbe impensabile senza i tifosi, perché nei momenti più difficili sono stati incondizionatamente al nostro fianco.
Sono nato nel quartiere operaio di Txantrea, a Pamplona, quindi le mie radici sono le stesse dei vallecani. Sappiamo che il successo si può raggiungere – non sempre, ma si può – con il duro lavoro e la disciplina, quindi c’è un legame inconfondibile tra me e loro per come concepiamo la vita”.
LA FINALE CONTRO IL PALACE
“Quando è iniziata la competizione abbiamo visto tutte le squadre e per la stragrande maggioranza dei tifosi il Crystal Palace era il possibile vincitore, ma sappiamo com’è il calcio. La cosa bella è che sfida completamente tutte le analisi, ma il Palace è una squadra con potenzialità enormi e sta facendo molto bene.
L’allenatore ha annunciato che se ne andrà, quindi loro penseranno a chiudere un ciclo vincendo la finale. In termini calcistici, è una squadra molto ben definita sia in fase offensiva che difensiva”.
COSA DEVE FARE IL RAYO PER VINCERE
“La cosa più importante è il lavoro emotivo e mentale, perché bisogna controllare le emozioni e gestire le responsabilità. Poi è una partita in cui la tua essenza e la tua identità devono emergere al di sopra di qualsiasi altra cosa a livello tattico. Se giocheremo come a Strasburgo e in altre grandi occasioni, saremo tranquilli e i troppi pensieri spariranno.
Il modo in cui abbiamo affrontato questa stagione è stato ottimo, non potevamo fare di meglio. Abbiamo parlato di cosa dobbiamo fare adesso: se ci concentriamo esclusivamente sul gioco sarà tutto molto più facile. Più che al numero di spettatori, a segnare e al risultato, i giocatori penseranno a dimostrare l’essenza del gruppo e del nostro calcio. Personalità e coraggio: sono queste le cose che hanno ispirato tutto quello che abbiamo fatto”.
Giorgia Palmieri































