Una nazione relativamente giovane che festeggia l’indipendenza dal 1991, la Croazia, dopo una sanguinosa guerra durata fino al 1995 contro i serbi che costituivano l’allora Jugoslavia.
Nel mondo calcistico la prima volta ufficiale della Croazia risale al 1990 con la bella vittoria di misura sugli Stati Uniti (2-1). Piccola chicca: da quella partita le divise da gioco della nazionale divennero a scacchi.
Boban e compagni
La nazionale croata nella seconda metà degli anni 90 era semplicemente una fucina di talenti: Zvonimir Boban, Robert Prosinečki, Aljoša Asanović, Robert Jarni, Slaven Bilić, Igor Štimac, Davor Šuker, Mario Stanić, Goran Vlaović, Igor Tudore Dario Šimić. Giocatori che qualche anno prima sotto il nome di Yugoslavia avevano stravinto il Mondiale Under 20 e partecipato a quello del 1990 in Italia.
Grazie alle prodezze del capocannoniere Šuker (capocannoniere del torneo con 6 reti in 7 partite)si presentano ai Mondiali di Francia 1998 in grande forma arrivando sino alla semifinale persa contro i padroni di casa che festeggiarono la doppietta di Thuram, il difensore ex Parma e Juventus che ribaltò il vantaggio croato.
New Generation
Dopo alcuni anni bui, la Croazia è tornata a splendere, calcisticamente parlando. Il nuovo che avanza nella figura del ragazzo di Zara Luka Modrić, centrocampista offensivo dalle indubbie qualità calcistiche che ha vinto anche l’edizione del Pallone d’oro nel 2018 affiancato agli immortali Brozović e Perisić e con l’entusiasmo del popolo biancorosso che spinge la squadra fino a raggiungere una storica finale dei Mondiali, persa poi 4-2 contro la Francia dell’alieno Mbappé.
Altro giro, altro tentativo
Una nuova occasione per puntare al primo trofeo internazionale si presente in Nations League dove la Croazia gioca il solito calcio di velocità e compattezza con una difesa che non subisce gol e un attacco che segna. Si arriva così alle Final Four della nuova competizione Uefa con l’Olanda spazzata via 4-2 dopo i tempi supplementari da Modrić e compagni.
Nella finalissima c’è la Spagna. Gli iberici rivoluzionati e rivoluzionari con una squadra sicuramente non tra le favorite a inizio torneo hanno trascinato la partita fino ai calci di rigore dove Majer e Petković hanno fallito i tiri decisivi consegnando di fatto la coppa agli avversari.































