Un risultato inatteso si verifica all’ora di pranzo allo stadio Sinigaglia di Como, dove due delle formazioni più offensive della Serie A chiudono la partita senza segnare nemmeno una rete. A sorridere maggiormente è la Roma, che deve affrontare quasi tutta la seconda metà dell’incontro in inferiorità numerica. A complicare i piani dei giallorossi è l’espulsione del centravanti Malen, punito al 53’ per un intervento molto duro ai danni di Kaiki. Il Como, invece, appare meno incisivo rispetto alle ultime uscite e non riesce a trovare la soluzione per superare la difesa romanista, nonostante concluda la gara con ben sei giocatori offensivi in campo.
Come spesso accade, Fabregas sorprende con alcune scelte di formazione. Caqueret, alla sua prima presenza da titolare, viene preferito a Baturina e schierato al centro della trequarti, in un reparto caratterizzato da movimenti continui e posizioni che cambiano frequentemente. Più prevedibile è invece la decisione di affidare la fascia sinistra al brasiliano Kaiki, al posto di Valle. Una scelta dettata soprattutto da ragioni tattiche, con l’obiettivo di contrastare attraverso la fisicità le avanzate del connazionale Wesley.
Gasperini risponde modificando la posizione dei propri esterni: Wesley viene spostato sulla corsia destra, dove può sfruttare le difficoltà difensive di Couto, mentre Molina si sistema sulla fascia opposta. Fabregas, però, interviene immediatamente con una nuova mossa, trasferendo Diao dalla sinistra alla destra per costringerlo a rimanere più basso e limitare le iniziative avversarie.
Alla fine, Gasperini decide di puntare sull’esperienza del capitano Pellegrini, tornato in campo dopo sei mesi di assenza. Soulé, invece, rimane inizialmente a disposizione dalla panchina, con il compito di entrare nella ripresa e dare maggiore velocità e imprevedibilità alla manovra romanista, qualità che potrebbero rivelarsi fondamentali contro una squadra come il Como.
La partita comincia senza alcuna cautela: Roma e Como si affrontano subito a viso aperto, cercando di verticalizzare e creare occasioni pericolose. Nei primi sei minuti arrivano già due opportunità importanti. La prima è per i giallorossi, con Dybala che calcia debolmente dal centro dell’area, nonostante si trovi in un’ottima posizione. La risposta del Como arriva con Paz, servito in profondità sulla sinistra, che tenta un pallonetto fermato da Gollini. Poco dopo, Pellegrini sfiora il vantaggio colpendo il palo esterno con una conclusione dalla distanza.
La squadra di Fabregas incontra difficoltà nel costruire azioni pericolose attraverso passaggi filtranti e lanci lunghi. Il pressing a uomo della Roma funziona efficacemente e Ndicka riesce a limitare le iniziative di Douvikas. Per mettere in difficoltà la difesa avversaria serve quindi una giocata individuale, come quella di Kaiki al 21’: il brasiliano parte dalla propria metà campo, supera diversi avversari in dribbling e avanza per circa trenta metri, creando superiorità numerica. L’azione permette a Caqueret di ricevere liberamente in area, ma il francese conclude con un diagonale che termina fuori.
All’inizio della ripresa, come previsto, Soulé entra al posto di Pellegrini. La svolta dell’incontro sembra destinata ad arrivare da un episodio individuale, positivo o negativo, e infatti si verifica all’ottavo minuto del secondo tempo. Malen interviene in maniera scomposta su Kaiki, entrando con entrambe le gambe. L’arbitro Fabbri, che assiste da vicino all’azione, estrae il cartellino rosso diretto per grave fallo di gioco. Una decisione corretta che costringe la Roma a proseguire la gara con un uomo in meno.
Al 22’ il gioco viene interrotto per alcuni minuti a causa di un problema al ginocchio dello stesso Fabbri, costretto a lasciare la direzione della partita al quarto ufficiale Sozza. Dopo la ripresa, il Como va vicino al gol, ma trova sulla propria strada un Gollini in grande forma: il portiere romanista devia sopra la traversa una potente conclusione di sinistro di Paz, indirizzata verso l’incrocio dei pali.
La difesa giallorossa continua a resistere agli assalti avversari. Fabregas prova prima a cambiare gli equilibri inserendo Rodriguez, poi manda in campo Baturina al posto di Da Cunha, aumentando ulteriormente il peso offensivo della squadra. Il Como arriva così a schierare contemporaneamente cinque giocatori con caratteristiche d’attacco. Nel lungo recupero, gli uomini offensivi diventano addirittura sei, con Ramon che si porta stabilmente al centro dell’attacco per cercare di sfruttare i palloni alti.
Nonostante la pressione finale e i numerosi cambi offensivi, il Como non riesce a trovare la rete. La Roma porta a casa un pareggio prezioso, conquistato con grande sacrificio dopo l’espulsione di Malen. A beneficiare del risultato è anche l’Inter, che ha già iniziato ad allungare sulle rivali nella corsa al titolo.
Giorgia Palmieri































