All’East Rutherford, entrambe le squadre cercano di imporsi in un girone particolarmente impegnativo. Sotto pressione, il commissario tecnico del Brasile Carlo Ancelotti è chiamato a dimostrare l’efficacia del suo calcio offensivo, nonostante le grandi aspettative della tradizione.
Dall’altra parte ci sarà un Marocco combattivo, guidato dal nuovo tecnico Mohamed Ouahbi, deciso a confermare o migliorare la storica semifinale raggiunta quattro anni fa.
Allo stadio New York New Jersey, davanti a un pubblico caloroso, la partita ha tutte le carte in regola per diventare un classico immediato dei Mondiali.
Scozia e Haiti condividono un girone in cui ogni passo falso può risultare decisivo. Il Brasile è alla ricerca di certezze dopo un percorso di qualificazione complicato, mentre il Marocco punta a confermare i progressi mostrati negli ultimi anni.
Per i nordafricani si tratta del primo vero banco di prova della nuova era, caratterizzata dall’abbandono del tradizionale approccio difensivo in favore di un gioco più propositivo e coraggioso, capace di misurarsi con le migliori squadre.
Sotto le luci del New Jersey, l’esordio sarà carico di tensione e renderà il campo una vera e propria sfida mentale e tattica, in cui organizzazione e capacità di trovare spazi saranno determinanti per la conquista dei tre punti.
IL PERCORSO DI BRASILE E MAROCCO VERSO I MONDIALI
Il cammino del Brasile verso i Mondiali 2026 si è rivelato complesso: le qualificazioni CONMEBOL sono state segnate da instabilità e hanno portato anche a un cambio in panchina. La Seleção ha avuto un avvio difficile, con risultati deludenti e sconfitte pesanti, tra cui un netto 4-1 subito dall’Argentina, che ha compromesso la sua posizione in classifica.
La svolta arriva con la nomina a sorpresa del celebre allenatore italiano Carlo Ancelotti, che prende in mano la squadra quando si trova al quarto posto con 21 punti. Fin da subito, Ancelotti impone una struttura chiara, trasformando il talento individuale in un collettivo più equilibrato e compatto. Nelle ultime finestre del 2025, riesce a condurre il Brasile al quinto posto.
La qualificazione diretta ha permesso ai cinque volte campioni del mondo di mantenere la loro storica serie di partecipazioni consecutive e di guardare con fiducia al 2026, dove cercheranno riscatto sotto le luci del New Jersey.
In netto contrasto con altre selezioni, i Leoni dell’Atlante hanno ottenuto la qualificazione alla fase finale del 2026 con un percorso impeccabile nelle qualificazioni africane. Sull’onda dell’entusiasmo generato dal quarto posto a Qatar 2022, il Marocco ha dominato il proprio girone CAF, distinguendosi per una difesa solida e per la pericolosità delle sue ripartenze sulle fasce.
Sotto la guida di Walid Regragui, la nazionale ha vinto tutte le otto partite del Gruppo E, grazie a un’organizzazione difensiva impeccabile e a un attacco rapido ed efficace sugli esterni. Nel marzo 2026, Regragui si è dimesso per favorire un’evoluzione del progetto tecnico, lasciando comunque una squadra di alto livello e priva di timori. Il nuovo commissario tecnico Mohamed Ouahbi ha ereditato un gruppo già consolidato, che ha continuato il proprio percorso con sicurezza, ottenendo la qualificazione con largo anticipo e confermandosi tra le selezioni più competitive del continente.
PROBABILI FORMAZIONI
BRASILE
Il commissario tecnico Carlo Ancelotti ha convocato 26 giocatori di alto livello, molti dei quali già campioni d’Europa. L’incognita principale riguarda Neymar Jr., tornato in nazionale dopo due anni e mezzo e recentemente alle prese con un lieve edema muscolare accusato con il Santos. Ancelotti ha precisato che lo staff medico sta seguendo un percorso di recupero personalizzato e che il giocatore resterà comunque nel gruppo, pur potendo essere inizialmente impiegato con cautela.
Con Neymar gestito con prudenza, le responsabilità offensive sono state affidate a Vinicius Junior, stella del Real Madrid, e a Raphinha, esterno del Barcellona in eccellente condizione. Ancelotti ha speso parole di grande stima per Raphinha, definendolo tra i migliori al mondo negli attacchi alla profondità, e lo utilizzerà in un ruolo offensivo più avanzato e duttile a centrocampo. In difesa, il capitano Marquinhos, reduce da una finale di Champions League, guiderà la retroguardia insieme a Gabriel Magalhães dell’Arsenal, garantendo solidità ed equilibrio al reparto centrale.
BRASILE (4-2-3-1): Alisson; Danilo, Marquinhos, Gabriel, Alex Sandro/Douglas Santos; Casemiro, Bruno Guimaraes; Raphinha, Martinelli, Vinicius Jr.; Igor Thiago/Cunha.
MAROCCO
Il Marocco, sotto la guida del nuovo commissario tecnico Mohamed Ouahbi – promosso dopo il trionfo con l’Under 20 nel 2025 – si presenta alla competizione senza problemi di infortuni, forte anche del successo per 2-1 nell’amichevole contro il Kosovo. La squadra può così contare su un undici titolare esperto e ben rodato.
Tra le novità figurano i giovani Othmane Maamma e Yassir Zabiri, pronti a offrire energia e imprevedibilità a gara in corso. Il terzino del Paris Saint-Germain Achraf Hakimi rimane invece un punto fermo della formazione: un riferimento sia in fase difensiva sia per la sua costante spinta sulle corsie laterali.
MAROCCO (4-2-3-1): Bounou; Hakimi, Diop, Aguerd, Mazraoui; El Ayanoui, Ounahi/Bouaddi; Brahim Diaz, Saibari, Ezzalzouli; El Kaabi.
CURIOSITA’ SUGLI ALLENATORI
ANCELOTTI
Considerato uno degli allenatori più grandi e decorati della storia del calcio, Carlo Ancelotti affronta un torneo internazionale per la prima volta come commissario tecnico straniero di alto profilo del Brasile dopo molti anni. Forte della sua esperienza nella gestione dello spogliatoio e dei meccanismi di gioco, costruisce un sistema che lascia ampia libertà ai giocatori offensivi, pur imponendo grande disciplina e responsabilità in fase difensiva.
In campo adotta un 4-2-3-1 particolarmente efficace in transizione, con l’obiettivo di rendere la squadra pericolosa in contropiede: ai centrocampisti chiede di verticalizzare rapidamente dopo il recupero del pallone, evitando il possesso sterile e cercando subito la profondità alle spalle della difesa avversaria. La principale sfida a East Rutherford sarà garantire equilibrio, assicurandosi che il doppio mediano protegga adeguatamente la linea difensiva quando i terzini si spingono in avanti.
MOHAMED OUAHBI
Subentrato alla guida della nazionale maggiore appena tre mesi prima del torneo, Ouahbi si è rapidamente costruito una reputazione di tecnico coraggioso, capace di leggere le partite con lungimiranza e di valorizzare i giovani. Dopo aver portato la selezione Under 20 al titolo mondiale, il tecnico belga di 49 anni propone un calcio propositivo e dinamico, basato sul possesso e sul sovraccarico delle corsie laterali.
Pur mantenendo la solidità difensiva che ha contraddistinto il Marocco nel 2022, ha introdotto un sistema offensivo più verticale e diretto. Il suo centrocampo a tre, atletico e aggressivo, è pensato per recuperare i secondi palloni e mantenere alta l’intensità, mentre in fase di costruzione la squadra sfrutta combinazioni rapide tra terzini e ali invertite per superare le linee avversarie.
Giorgia Palmieri































