PROBABILI FORMAZIONI
Argentina (4-4-2): Dibu Martinez; Molina, Romero, Lisandro Martinez, Tagliafico; De Paul, Paredes, Enzo Fernandez, MacAllister; Messi, Lautaro Martinez. Ct: Scaloni.
Il principale ballottaggio per Scaloni riguarda il reparto offensivo. Lautaro Martínez, protagonista contro l’Egitto con l’assist decisivo per il gol di Enzo Fernández, è in corsa con Julián Álvarez per affiancare Lionel Messi dal primo minuto. Per il resto, l’undici titolare sembra già definito: confermato il centrocampo a quattro, mentre Thiago Almada e Nico Paz dovrebbero partire ancora una volta dalla panchina.
Svizzera (4-3-3): Kobel; Zakaria, Elvedi, Akanji, Rodriguez; Freuler, Xhaka, Sow; Ndoye, Embolo, Rieder. Ct: Yakin.
La Svizzera dovrà ancora fare a meno dell’infortunato Manzambi, ma rispetto alla sfida con la Colombia Yakin è orientato a cambiare qualcosa nell’undici titolare. Jashari dovrebbe partire dalla panchina, con Sow e Rieder pronti a prendere posto dal primo minuto. Confermati invece Ndoye sulla corsia offensiva ed Embolo come riferimento in attacco. In difesa non si tocca Akanji, che resta il leader del reparto nonostante il rigore fallito nella sfida contro i sudamericani.
DOVE VEDERLA
Argentina e Svizzera si affronteranno nella notte tra sabato 11 luglio e domenica 12 luglio, quando in Italia le lancette dell’orologio segneranno le 03:00. L’incontro, in agenda i quarti di finale dei Mondiali nordamericani, sarà trasmesso in esclusiva su DAZN.
DOVE SI GIOCA
La sfida tra Argentina e Svizzera si disputerà all’Arrowhead Stadium di Kansas City, uno degli impianti più iconici degli Stati Uniti. Inaugurato nel 1972 e casa dei Kansas City Chiefs della NFL, lo stadio può accogliere circa 73.000 spettatori ed è famoso per il calore del suo pubblico. Nel 2014 ha persino conquistato il Guinness World Record come stadio all’aperto più rumoroso del mondo, toccando l’impressionante soglia di 142,2 decibel.
COME ARRIVANO ARGENTINA E SVIZZERA
Il cammino dell’Argentina in questo Mondiale è stato fin qui tutt’altro che semplice. Già ai sedicesimi l’Albiceleste aveva rischiato grosso contro la sorprendente Capo Verde, superata soltanto ai tempi supplementari. Negli ottavi, però, la Selección è andata ancora più vicina a una clamorosa eliminazione. Sotto dopo appena 15 minuti per il gol di Ibrahim Yasser, la squadra di Scaloni ha avuto subito l’occasione di ristabilire l’equilibrio, ma Lionel Messi si è fatto ipnotizzare da Shobeir dal dischetto, fallendo il suo secondo calcio di rigore in questa Coppa del Mondo.
Nella ripresa l’incubo dell’Albiceleste sembrava diventato realtà con il raddoppio firmato da Ziko. La svolta, però, è arrivata al 79’, quando l’Argentina ha iniziato una rimonta da brividi. Romero ha riacceso le speranze, poi Lionel Messi, con l’ottavo gol della sua storia ai Mondiali, ha riportato il risultato in equilibrio. A completare la rimonta ci ha pensato Enzo Fernández: il centrocampista del Chelsea ha trovato la rete del definitivo sorpasso, infrangendo i sogni dell’Egitto e consegnando alla Selección il pass per i quarti di finale.
Le immagini delle lacrime di Messi al fischio finale hanno fatto il giro del mondo in poche ore. A 39 anni, il numero 10 argentino continua a rappresentare il cuore e l’anima di una squadra che vuole ripetere il trionfo conquistato in Qatar nel 2022. Un nuovo successo sarebbe il finale perfetto per la sua ultima avventura mondiale e, probabilmente, anche per il suo ultimo capitolo con la maglia dell’Argentina.
La Svizzera ha staccato il pass per i quarti di finale superando la Colombia ai calci di rigore. A differenza del rocambolesco confronto tra Argentina ed Egitto, la sfida disputata a Vancouver ha regalato poche emozioni, con lo 0-0 rimasto invariato anche dopo i tempi supplementari. La squadra guidata da Yakin, nonostante l’assenza dell’infortunato Manzambi, ha dimostrato grande compattezza e ha resistito alla pressione dei Cafeteros. Ora gli elvetici vogliono continuare a sorprendere, affrontando il prossimo ostacolo con ambizione e senza fissare alcun limite al proprio cammino mondiale.
Giorgia Palmieri































