Argentina ed Egitto hanno dovuto faticare e probabilmente affrontare più difficoltà del previsto, ma alla fine entrambe hanno conquistato l’accesso agli ottavi di finale della Coppa del Mondo. Il sorteggio le ha ora messe una contro l’altra in una sfida in programma martedì 7 luglio alle 18:00 (ora italiana).
L’Albiceleste prosegue la corsa verso il possibile bis mondiale dopo il successo in Qatar, mentre i Faraoni puntano a tenere viva la presenza africana nel torneo, dopo l’eliminazione delle altre nazionali del continente.
DOVE VEDERLA
Argentina-Egitto, in programma martedì 7 luglio alle ore 18:00 (orario italiano), è un’esclusiva DAZN.
PRECEDENTI TRA LE DUE SQUADRE
I precedenti tra le due nazionali sono soltanto due e vedono entrambi in vantaggio i sudamericani. Il primo risale al 1928, durante un’edizione dei Giochi Olimpici, quando i biancazzurri si imposero con un netto 6-0. Il confronto più recente è invece un’amichevole del 2008, terminata 2-0 per la selezione allora allenata da Alfio Basile.
La squadra che supererà il turno affronterà ai quarti di finale la vincente della sfida tra Svizzera e Colombia.
PROBABILI FORMAZIONI
Verso la conferma del 4-4-2 con il Dibu protetto da Molina, Romero, Lisandro Martinez e Montiel (non al meglio Medina). Sulla linea di centrocampo possibile chance dal 1′ per Nico Gonzalez, provato insieme a De Paul, Mac Allister ed Enzo Fernandez. In attacco solito ballottaggio al fianco di Messi: scalpita Julian Alvarez, questa volta in leggero vantaggio su Lautaro.
Argentina (4-1-2-3): D. Martinez; Molina, Romero, L. Martinez, Medina; Mac Allister; De Paul, Enzo Fernandez; Messi, Lautaro, Thiago Almada. Ct: Scaloni.
Possibile 4-2-3-1 con Shobeir difeso da Hany, Rabia, El Hanafi e Hafez. In mediana pronti Attia e Fathi, mentre sulla trequarti insieme a Salah i favoriti sono Ashour e Abdelraouf. Da centravanti pronto Marmoush.
Egitto (4-2-3-1): Shobeir; Hany, Rabia, Ibrahim, Hafez; Attia, Fathi; Salah, Ashour, Ziko; Marmoush. Ct: Hassan.
DOVE SI GIOCA
La partita Argentina-Egitto si disputa al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta, noto anche come Stadio di Atlanta per la rassegna iridata, uno degli impianti più moderni e iconici degli Stati Uniti. Inaugurato nel 2017 con un costo di circa 1,5 miliardi di dollari, può accogliere fino a 71.000 spettatori ed è la casa degli Atlanta Falcons (NFL) e dell’Atlanta United (MLS). Lo stadio è famoso soprattutto per il suo innovativo tetto retrattile composto da otto pannelli triangolari. Durante il Mondiale 2026 ospita diverse gare, tra cui un ottavo di finale tra Salah e Messi e una delle due semifinali.
COME ARRIVANO ARGENTINA E EGITTO
I sedicesimi di finale dell’Argentina si sono rivelati tutt’altro che semplici, mettendo a dura prova anche il Ct Lionel Scaloni. I campioni in carica hanno infatti dovuto ricorrere ai tempi supplementari per superare un combattivo Capo Verde, con il match chiuso sull’1-1 al termine dei 90 minuti regolamentari.
A sbloccare la partita era stato Lionel Messi, già a quota 7 gol nel torneo, prima del pareggio firmato da Deroy Duarte per gli “Squali Blu”. Nei tempi supplementari, poi, Lisandro Martínez e un autogol di Diney hanno indirizzato la qualificazione verso l’Argentina, rendendo vano il momentaneo gol di Cabral.
Il cammino dell’Argentina può quindi proseguire, forte di un girone chiuso a punteggio pieno grazie alle tre vittorie contro Austria, Algeria e Giordania. Questo momento di difficoltà potrebbe anche rappresentare un campanello d’allarme utile per la squadra, ricordando come in una competizione del genere non si possa mai dare nulla per scontato, soprattutto alla luce delle eliminazioni premature di diverse favorite al titolo.
Dall’altra parte, l’Egitto è consapevole di affrontare una sfida in salita, ma può trarre fiducia dall’impresa del Capo Verde per provare a crederci fino in fondo. Anche i nordafricani hanno vissuto un ottavo di finale ad alta tensione, deciso soltanto ai calci di rigore dopo l’1-1 nei tempi regolamentari contro l’Australia. Alla rete di Ashour aveva risposto l’autogol di Hany, complicando il percorso della formazione guidata da Hossam Hassan.
Giorgia Palmieri































