Un Main Event da record per l’Asian Poker Tour
Mentre in Europa gli sport invernali catalizzano l’attenzione globale, a migliaia di chilometri di distanza – sull’isola coreana di Jeju – si è consumata una sfida di tutt’altra natura, ma ugualmente intensa. Il Main Event dell’APT Jeju Classic 2026 si è infatti concluso con numeri straordinari e con un vincitore capace di sorprendere tutti.
A mettere la firma sull’evento è stato il canadese William Li, giocatore amatoriale che ha conquistato il titolo e un premio di 402.000 dollari, al termine di un torneo che ha registrato 1.718 partecipanti. Si tratta del più grande torneo internazionale mai disputato in Corea del Sud, con un montepremi superiore ai 2,3 milioni di dollari, secondo miglior dato nella storia APT nel Paese.
Il successo di Jeju conferma inoltre il momento d’oro del circuito asiatico, già protagonista di record a Taipei pochi mesi prima, e lancia nel migliore dei modi la stagione del 20° anniversario dell’Asian Poker Tour.

Il capolavoro di William Li: da outsider a campione
La vittoria di Li assume contorni ancora più significativi osservando il suo percorso recente. Solo pochi giorni prima aveva centrato il miglior risultato in carriera con un terzo posto da 39.000 dollari nell’High Roller single-day della stessa tappa.
Il trionfo nel Main Event rappresenta quindi un salto gigantesco:
oltre dieci volte il suo precedente best cash
una cifra pari a sei volte tutte le vincite live accumulate fino a quel momento
Nonostante il successo, Li ha ribadito la propria natura di semplice appassionato:
“Il poker non è la mia professione. E in questo gioco può succedere qualsiasi cosa, nulla è mai certo.”
Parole che rendono ancora più affascinante una cavalcata costruita con freddezza, pazienza e grande lucidità nei momenti decisivi.
Il final table: colpi di scena e mani decisive
Il tavolo finale è iniziato con l’eliminazione immediata del cinese Yuefeng Pan (9° – 29.000$), rimasto con appena una frazione di buio. Poco dopo è uscito anche Haohui Ma (8° – 38.000$), eliminato dal vietnamita Quang Minh Nguyen, protagonista di una fase centrale molto aggressiva.
L’azione ha però preso una piega drammatica con l’uscita dello stesso Nguyen in sesta posizione (72.000$), vittima di una clamorosa scala runner-runner di Shintaro Sato. Da quel momento il giapponese ha assunto il comando del torneo, mentre Li ha dovuto lottare per restare in corsa.
Il momento chiave per il canadese è arrivato poco dopo:
in all-in contro Christian Tabac, Li ha trovato la carta decisiva al river, rimanendo vivo nel torneo e cambiando completamente l’inerzia del final table.
Le eliminazioni successive di Lei Zhang (4° – 114.000$) e dello stesso Tabac (3° – 157.000$) hanno preparato il terreno al duello finale tra Sato e Li.
L’heads-up e la rimonta decisiva
All’inizio del testa a testa, Sato sembrava lanciato verso la vittoria grazie a uno stack nettamente superiore. Tuttavia Li ha trovato subito il raddoppio che ha riaperto i giochi, prima della mano destinata a cambiare tutto.
Dopo aver centrato una scala al turn, Li ha chiamato il bluff all-in di Sato al river, ribaltando completamente la situazione in chips. Con l’inerzia ormai dalla sua parte, il canadese ha chiuso i conti nella mano successiva:
Sato all-in
call di Li
board favorevole al canadese
Per il giapponese è arrivato il secondo posto da 224.000 dollari, mentre Li ha potuto festeggiare la prima vittoria live in carriera insieme al trofeo e al premio da 402.000 dollari.
Un segnale forte per il 2026 del poker asiatico
Il successo dell’APT Jeju Classic non si limita al solo Main Event. Anche il Mini Main e l’Ultra Stack High Roller hanno fatto registrare numeri record per partecipazione, prizepool e primi premi, confermando la crescita costante del circuito.
Con questi presupposti, il 2026 dell’Asian Poker Tour si annuncia come uno degli anni più importanti della sua storia.
E l’immagine simbolo di questo inizio stagione resta quella di William Li, amatore capace di salire sul gradino più alto del podio in uno dei tornei più grandi mai giocati in Corea.
Un trionfo inatteso, emozionante e – proprio come nello spirito olimpico evocato a Jeju – semplicemente d’oro.































