La Juventus ha sciupato la ghiottissima chance di di restare davanti all’Inter.
D’accordo, i nerazzurri devono recuperare una partita (situazione analoga a quella che portò alla rovinosa sconfitta di Bologna che tolse lo scudetto agli uomini di Inzaghi a favore del Milan di Pioli) ma è innegabile che, se avesse battuto l’Empoli, missione non di certo proibitiva nonostante l’assenza di Rabiot, la Juventus si sarebbe trovata in una posizione di vantaggio non solo in termini di punti ma anche di pressione psicologica, quella che forse Simone Inzaghi ancora non è ancora riuscito a gestire nel miglior modo possibile.
Ma in quanti avrebbero scommesso una sola lira (o un euro) su una classifica del genere al termine del girone d’andata, dopo aver visto la Juventus vincere per ben 6 volte, ed a fatica, per 1-0 (il famoso “corto muso”), altre 4 volte con il minimo scarto per 2-1 (contro Frosinone e Monza all’ultimo respiro) e rimediare un sonoro 4-2 a Sassuolo?
In quanti avrebbero scommesso qualcosa su un allenatore che ha impostato la squadra sull’imperativo “primo non prenderle” giocando in maniera estremamente sparagnina anche con squadre tecnicamente, sulla carta, nettamente inferiori costruendo, nel tempo, una fortissima solidità difensiva?
Quanti avrebbero puntato sulla Juventus dello squalificato Pogba, l’uomo sul quale si era impostata la voglia di riscatto ed i sogni di gloria, e quanti ancora avrebbero insistito dopo l’assurda vicenda dell’emergente Fagioli?
Nessuno!
Neanche il più inguaribile ottimista tifoso juventino avrebbe potuto mai immaginare che una squadra nella quale stentava Vlahovic (ora in fortissima ripresa), Chiesa era scomparso dai radar, Pogba e Fagioli erano fuori per i motivi di cui sopra, ruoli fondamentali erano appannaggio di giovanotti di belle speranze si sarebbe trovata alla vigilia della 22° giornata in testa al campionato.
Sì d’accordo la mentalità juventina, la solidità difensiva (di una difesa di certo non composta da fenomeni che però ha incassato soltanto 12 reti), il pragmatismo del tecnico ma, essere in lotta per il titolo rimanendo attaccati ad un Inter giudicata da tanti, quasi tutti, avversaria di altra categoria, costituisce un merito davvero importante per il vituperato Max Allegri, un tecnico preso di mira dallo scorso anno nel quale comunque aveva condotto la sua squadra ad un terzo posto (sul campo) trasformatosi in 7° per la penalizzazione inflitta dalla giustizia sportiva (10 punti ndr).
È il caso quindi di sottovalutare questa Juventus e continuare a dire che lo scudetto è sicuro appannaggio nerazzurro?































