In Formula Uno la Red Bull di Max Verstappen non conosce rivali. Il pilota olandese comanda la classifica con 400 punti ed è inseguito dal suo compagno di scuderia Sergio Perez che, nonostante avesse chiaro di dover ricoprire il ruolo di “gregario”, sta uscendo da un periodo psicologicamente delicato.
A inizio stagione tutti gli addetti ai lavori davano il professionista nato a Guadalajara come unico vero antagonista allo strapotere di Verstappen ma con il passare delle domeniche è andato sempre più in difficoltà fino a sentirsi costretto ad assumere un mental coach per superare il momentaccio.
Dopo aver vinto le corse in Arabia Saudita e Azerbaigian e aver guadagnato la consapevolezza di poter superare Verstappen, Perez ha cominciato a non “sentire” più il feeling con la sua vettura. “Non sono riuscito a raggiungere il Q3. Sono andato in grande difficoltà nella prima fase delle qualifiche”, ha dichiarato il messicano e tutto questo non lo ha di certo aiutato a livello mentale che ha anche ammesso: “Guidavo senza avere autostima e fiducia in me stesso”.
Il mental coach ha aiutato Perez ad avere l’atteggiamento giusto anche a casa con la moglie e i figli quando le cose sul posto di lavoro non andavano benissimo e l’obiettivo del pilota è lavorare duramente per poter diventare la miglior versione di se stesso in pista e fuori dal circuito.
A 33 anni Perez cerca ancora la motivazione giusta per vincere il Mondiale che potrebbe arrivare nel 2024. “La Red Bull ha un modo di lavorare diverso e c’è bisogno di tempo per potersi adattare alla vettura. In squadra c’è comunque Verstappen. Spero di poter chiudere la mia carriera qui”.
La scuderia della red Bull ha puntato su di lui perché Checo dall’esordio in F1 avvenuto il 27 marzo 2011 è riuscito a conquistare 34 podi. Qualcosa poi si è rotto dopo la partenzao Miami con Vertappen che riuscì a vincere anche quella corsa.































