Sembra quasi un rapporto d’amore che non si è mai affievolito quello tra “El Tucu” Pereyra e l’Udinese, squadra di Serie A che alla voce “talenti” ha portato tanto a livello internazionale e ha spesso offerto al suo pubblico la possibilità di vedere da vicino grandissimi campioni come ad esempio Oliver Bierhoff, Stroppa,, Benatia, Handanovic, Iaquinta, Di Natale, Zico, Sensini, Poggi, Cuadrado, Muriel, Marcio Amoroso, Sanchez, De Paul, rodrigo de Quagliarella tanto per citarne alcuni.
E dopo un giro per l’Europa Pereyra torna, in punta di piedi, con l’Udinese che lo aspettava per fare coppia con Deulofeu e adesso ci sarà di nuovo da divertirsi in campo con l’estro dell’argentino e la caparbietà dello spagnolo. L’Europa, forse utopia allo stato pure, dei friulani passa da questi due signori qui.
Anima formato River
Difficile da spiegare, impossibile da capire, cosa significhi avere sulla pelle i colori di una delle due squadre più importanti d’Argentina. “El Tucu” da sempre nasce con i colori biancorossi cuciti sul petto ed è talmente demonizzato dal River Plate che riesce addirittura a entrare nella squadra giovanile di una delle più grandi società del Sudamerica. Esordisce con i grandi ma la sua avventura termina male, malissimo: il River retrocede in B. Storiche le parole di Stefano Borghi: “Non c’è più niente da dire, il River Plate è in Serie B. Sta piangendo anche il Tucumano Pereyra, uno dei ragazzi che vengono dal vivaio; è disperato in lacrime Juan Pablo Carrizo. È un dolore incommensurabile quello che si legge nei volti di questa gente”.
Gli scout dell’Udinese
I bianconeri sanno di poter contare su professionisti dello scouting che spesso portano in Friuli giocatori praticamente sconosciuti che poi però spiccano il volo. Pereyra è uno di questi. A fine agosto, quando il calciomercato è alle battute finali, l’argentino diventa un giocatore dell’Udinese e resterà alla corte dei friulani per tre stagioni prima di passare alla Juventus.
A Torino contribuisce alla vittoria di due scudetti e due coppe Italia. Dopo l’avventura con i piemontesi perde la via. Prova a scuotersi passando al Watford in Premier League dove gioca con continuità ma manca sempre qualcosa tanto che pian piano perde anche la maglia della nazionale argentina che decide di puntare su altri giocatori.
Ripartenza a Udine
Estate turbolenta per “El Tucu”. Ancora a Udine dal 2020 ha passato l’estate a cercare una squadra per poter giocare l’Europa. Ci sono state delle offerte rifiutate dal centrocampista che nel frattempo, rimasto praticamente senza squadra, ha continuato ad allenarsi da solo. “Cercavo un club dove poter giocare le coppe europee. Io e la mia famiglia ci troviamo bene a Udine e ci sentiamo a casa e alla fine ho rifiutato tutte le offerte. Sono andato a parlare direttamente e in modo del tutto onesto con il presidente dell’Udinese spiegandogli qual era il mio desiderio prima di chiedergli la possibilità di poter tornare a giocare per i friulani. Non è una questione di soldi ma di felicità. Purtroppo mi sono fidato di persone sbagliate ed è colpa mia se non sono rimasto qui da subito. Ora sono contento perché sono un giocatore dell’Udinese”.
Con queste parole “El Tucu” fa ammissione dei propri peccati e chiede in un certo modo di essere riabbracciato sia dalla società, che sembra aver risposto fin da subito in modo positivo, sia dalla tifoseria che siamo sicuri potrà tornare a esultare per quel passaggio o quel gol di marchio Pereyra.































