Sì, il mitico DeLa l’ha fatto nuovamente, alla vigilia di Napoli-Barcellona il povero Mazzarri che, chiamato al capezzale biancoazzurro in fretta e furia per mettere una pezza alle nefandezze di Rudy Garcia, viene defenestrato con una pacca sulla spalla (e lacrime di coccodrillo) per far posto al subentrante Francesco Calzona.
Molti si staranno chiedendo chi è costui ma, in realtà, è uno che la realtà partenopea la conosce a fondo essendo stato il vice di Sarri prima e di Spalletti poi.
Non un ragazzo alle prime armi e neanche un tecnico in rampa di lancio.
Viene chiamato a mettere la toppa sulla toppa, a salvare il salvabile, poco importa se per farlo deve lavorare part-time (è anche l’allenatore della nazionale slovacca).
Qui c’è da recuperare tanto terreno perché il Napoli preso da Mazzarri era quarto in campionato ed ancora in ballo nelle varie competizioni (Supercoppa Italiana & co), quello attuale è quasi fuori da tutto, nono in campionato, fuori dalla Coppa Italia (clamorosa eliminazione per 0-4 in casa con il Frosinone) e con un avversario temibile come il Barcellona da affrontare in Champions.
Il quarto posto sta diventando una chimera, attualmente a 9 punti (seppur con una partita da recuperare) ma con Atalanta, Bologna, Fiorentina, Roma e Lazio davanti.
Il rischio è di non riuscire ad entrare neanche in Europa League.
Il disastro realizzato da De Laurentis questa estate è proseguito durante la stagione quando, da subito, ha delegittimato il neo tecnico Rudy Garcia, cacciato poi a furor di popolo.
La campagna acquisti invernale ha portato poi ad un vero e proprio sconvolgimento della rosa mentre Osimhen, già dichiaratamente un ex, si vede molto poco in campo con la casacca biancoazzurra (tra infortuni e Coppa d’Africa).
La difesa fa acqua da tutte le parti orfana di Kim ma, di certo, poco ha aiutato mettere alla guida di un team già spaesato un ex allenatore, poiché tale era il buon Walter Mazzarri.
Difficile spiegarsi pure come un allenatore, ormai praticamente in pensione, decida di cimentarsi in un compito tanto arduo, pressoché impossibile, per poi ritrovarsi dopo pochissimo tempo messo alla berlina da tutti, tifosi e stampa.
Non era meglio rinunciare? Non sarebbe stato meglio dire “stavolta passo”? O l’ambizione personale, quella sfrenata voglia di dimostrare di essere in grado di riuscire laddove gli altri hanno fallito, o ancora il tornaconto economico sono più forti di tutto e tutti?
La stagione entra nella fase cruciale ma la sensazione è che il Napoli potrà risollevarsi soltanto con un vero e proprio miracolo e allora forse bastava rivolgersi da subito a San Gennaro!































