Dopo 27 anni l’Italia maschile di pallamano torna a giocare una fase finale dei mondiali grazie ad un’incredibile cavalcata, fatta di ostacoli e gare di una sofferenza unica, momenti in cui tutto sembrava ormai perso e invece la squadra è stata in grado di realizzare un qualcosa di assolutamente monumentale.
L’ultimo baluardo da superare era il Montenegro, nazionale che negli sport di squadra, come spesso accadi da quelle parti, si esalta e diventa “rognosa”. La gara di ritorno giocata nella loro tana davanti a 6000 spettatori ha visto una Nazionale azzurra metterci il cuore senza farsi intimidire dalla spinta dei tifosi locali e dalla voglia di ribaltare i 6 gol di scarto subiti qualche giorno fa a Conversano.
Nella capitale montenegrina finisce 32-34 per noi e può cominciare la festa.
Il percorso dell’Italia, che nella cartina geografica della pallamano non è ancora tra le nazionali di primissima fascia, comincia subito in salita: il primo novembre scorso la Turchia, tra le mura amiche, ci rifila un sonoro 37-28 che avrebbe potuto piegare le gambe a chiunque. Nella gara di ritorno, da dentro o fuori, e senza ormai praticamente nulla da perdere, gli Azzurri estraggono dal cilindro la prestazione maestra, quella che sbalordisce anche i più credenti.
Turchia che torna a casa riflettendo su come fosse stato possibile essere arrivati a Chieti con mezza qualificazione in tasca e aver lasciato poi l’Abruzzo con un 37-27 che l’ha estromessa dalla corsa al mondiale.
Piedi per terra per il nostro commissario tecnico Riccardo Trillini che subito dopo la vittoria era già proiettato sul come affrontare il Belgio, squadra sicuramente più alla nostra portata rispetto ai turchi.
Vittoria sia ad Haselt che a Pescara e tanti saluti ai Diavoli Rossi.
E arriviamo così al Montenegro.
Le dichiarazioni
Il DT Riccardo Trillini: “Un sogno per tutti noi. Avevamo sulle spalle una responsabilità verso tutti i tifosi, gli appassionati, allenatori e allenatrici, giocatori e giocatrici, dirigenti. Siamo partiti da lontano in questi anni. Siamo venuti a vincere a Podgorica e siamo felicissimi”.
Andrea Parisini (capitano): “Abbiamo scritto la storia. Spero che questo passo possa far scoprire alla gente che questo sport esiste e che ci sono ragazzi che fanno grandi sacrifici per farsi e per farlo conoscere. Oggi abbiamo fatto una cosa pazzesca. Ci siamo detti che loro erano gli stessi di giovedì e volevamo dimostrare che la vittoria di Conversano non era un episodio. Andiamo ai Mondiali. Rimarrà nella storia della nostra pallamano”.































