Tre giugno 2002. Fa caldo in Italia ma la temperatura sale ancor di più verso sera quando l’Italia di Trapattoni e l’Ecuador del tecnico colombiano Hernán Darío Gómez Jaramillo, che oggi insegna calcio al Rionegro Águilas, squadra di massima serie del suo Paese.
Non sapevamo bene cosa aspettarci dai sudamericani che, a detta del Trap puntano molto su un giocatore che in realtà era sconosciuto ai più: Ulises de la Cruz. Diventa quasi l’incubo del tecnico italiano prima della partita perché era molto rapido e allora l’Italia scese in campo con un assetto tattico attuo a ingabbiare questo terzino di spinta. L’unico del quale forse eravamo più consapevoli era Kaviedes che nel 1999 aveva disputato 14 gare con il Perugia.
Italia e Ecuador si sfidano quindi nel nefasto, per gli Azzurri, mondiale di Giappone e Corea del Sud. Il campionato del mondo verrà ricordato soprattutto per Byron Moreno, arbitro ecuadoriano, finito agli onori della cronaca per essere stato additato come la causa dell’eliminazione di Italia, Spagna e Portogallo.
Fino a quella data Italia e Ecuador non si erano mai sfidate e tornano a incontrarsi questa sera per la seconda volta. Dopo 7 minuti Totti entra in area sulla destra, guadagna il fondo, palla rasoterra dietro per Vieri e sassata che vale il vantaggio. 20 minuti dopo Di Biagio indovina il lancio per Vieri che dopo una prima ribattuta supera l’estremo difensore avversario per il comodo 2-0 che si trascinerà fino al 90′.
La “Tricolor” e la “Vinotinto“, ovvero il Venezuela, sono le uniche due nazionali sudamericane a non aver mai vinto la Copa America.
Probabili formazioni
Italia: Vicario; Darmian, Mancini, Bastoni; Bellanova, Barella, Jorginho, Dimarco; Pellegrini, Zaniolo; Raspadori
Ecuador: Dominguez; Ortiz, Hurtado, Ordonez, Hincapie, Estupinan; Yeboah, M. Caicedo, Cifuentes, Sarmiento; Valencia































