Nella notte italiana scorsa è andato in scena il tracollo dei campioni Nba, presi letteralmente a calci nel sedere (come detto esplicitamente da coach Malone al termine del confronto) dai Minnesota Timberwolves di Karl Anthony Towns ed Edwards i quali, pur privi del “defensive player of the Year” Rudy Gobert, hanno dominato gara 2 espugnando, per la seconda volta consecutiva la Ball Arena stravolgendo i pronostici, annientando il fattore campo e, di fatto, portandosi a 2 vittorie dalla finale di Conference.
Il match ha avuto da subito un padrone ben definito: Minnesota.
Jokic e Murray hanno presto dovuto fare i conti con qualcosa di inusuale per loro, ritrovarsi dall’altra parte, non più carnefici ma vittime in un gioco nel quale da due anni, dominano in campo.
A parziale scusante Murray ha problemi fisici ma ciò che si è visto in campo non può essere dettato soltanto da questo.
I Timberwolves hanno aggredito la partita in tutti i sensi, impedendo a Denver di esprimersi come gradiscono, nessuna conclusione facile dal perimetro (Porter Jr. in evidente difficoltà per questo), raddoppi e mani veloci a limitare passaggi ed incursioni in area, mani addosso e raddoppi continui su Jokic il quale, pur partito benino, è stato prima soffocato e poi annichilito da tanta aggressività, mani ovunque e veloci che il Joker non è riuscito a tenere a bada finendo con il perdere più volte palla.
Anthony Edwards è rimasto a lungo ai margini della partita lasciando ai compagni il lavoro sporco.
Ogni zona del campo veniva letteramente aggredita da Conley, Reid, Mc Daniels, Alexander Walker.
Ogni pallone contestato, mai un tiro facile in nessuna zona del campo.
Nervosismo, incredulità e alla fine impotenza, questo è quanto si è visto negli occhi dei campioni in carica che, dopo aver eliminato i Lakers non senza difficoltà (ben 3 volte sotto di 20 con due vittorie all’ultimo tiro) si ritrovano ad affrontare ora un avversario ancor più affamato, ben più giovane agguerrito e guidato ottimamente dal punto di vista tecnico dall’infortunato Chris Finch.
Il fattore campo è stato totalmente sovvertito e la sensazione è che, per Denver, non ci siano speranze ma, attenzione, coach Malone è allenatore di grande talento e grandissimo orgoglio quindi sicuramente, prima di rendere le cuoia, farà di tutto per riuscire in quella che, al momento, pare una vera e propria “Mission Impossible”, ribaltare la serie e riproporsi per il titolo.
Le straordinarie doti difensive di Minnesota però saranno un enorme baluardo da superare, il talento di Edwards può spengere qualsiasi tentativo e, con il rientro di Gobert, tutto sarà maledettamente complicato per il Joker e compagni.
La sensazione è che da questa sfida usciranno i prossimi campioni Nba.































