La parata delle stelle, andata in scena il 19/02 ad Indianapolis, mette una pietra tombale su un qualcosa che, una volta, era una partita assolutamente da non perdere, un match tra campioni che (per una volta) non se le davano di santa ragione, non si affrontavano con il coltello tra i denti ma si sfidavano dividendosi in due formazioni, East vs West, desiderosi di dare spettacolo e, allo stesso tempo, comunque farsi valere, trionfare sull’avversario difendere il primato della loro Conference rispetto a quella avversaria.
Quest’anno si è tornati su questa formula, Eastern Conference vs Western Conference, poiché i piani alti della Nba hanno notato che qualcosa proprio non va nella parata delle stelle ma, anni e anni di comportamenti ridicoli hanno portato la manifestazione a diventare una macchietta di sé stessa, una sfilata di campioni poco desiderosi di dannarsi l’anima per dare spettacolo bensì propensi a divertirsi e ridacchiare come degli stolidi peraltro rendendosi anche protagonisti di gesti tecnici (!) fantozziani.
Schiacciate sbagliate in modo goffo (vero Luka Doncic?), air ball da posizioni assurde (anche in schiacciata….), passaggi senza senso ed una sfilza di tiri da 3 da far sbadigliare anche il più esaltato fan reduce da 5 lattine di RedBull consecutive.
Ecco Damian Lillard che tira da centrocampo, e poi di nuovo, e poi ancora e ancora e ancora, oppure Lebron James esibirsi in schiacciate contro il nulla!
Ma che senso ha una partita di questo genere? Qual è il divertimento nell’assistere a movimenti di campioni di questo sport senza avversari a contrastare minimamente o a far finta di contrastare?
Ne esce un risultato imbarazzante 211-186 per l’Est con Damian Lillard (reduce dalla vittoria nella gara del tiro da 3) MVP.
Spettacolo tutt’altro che memorabile, difese letteralmente ridicole, uno scempio.
Per non parlare della gara delle schiacciate che ha visto trionfare nuovamente McClung (chi?) già vittorioso lo scorso anno il quale, in finale, se l’è dovuta vedere con il temibilissimo Jaylen Brown (ridateci Dominique Wilkins) capace di emulare una celebre schiacciata ad occhi chiusi salvo dimenticarsi che gli occhi andavano chiusi prima di effettuare la schiacciata e non subito dopo….ridicolo.
L’unica cosa da salvare nel week end è la gara nel tiro da 3 effettuata dal più grande di sempre nella specialità, Steph Curry, contro una campionessa che domina nel tiro nella WNBA, Sabrina Ionescu.
La sfida, che per i più aveva un esito scontato, ha visto trionfare ancora il mitico 30 dei Golden State Warriors con 29 punti ma la Ionescu è stata capace di realizzare ben 26 punti, gli stessi che hanno consentito a Damian Lillard di vincere il titolo nella gara maschile.
Chapeau alla ragazza ed alla sportività di Curry!
Il resto, tutto da rivedere!































