Si staranno mangiando le mani in casa Milan per non aver nemmeno tentato, almeno a quanto pare, di mantenere Brahim Diaz o di comprarlo a titolo definitivo. Forse la differenza tra domanda e offerta era troppo distante. Forse però nessuno ci ha creduto davvero dopo tre stagioni passate in prestito ai rossoneri è stato lo stesso calciatore a far capire a tutti i suoi intenti quando a giugno prima di tornare al Real dichiarò: “Sono maturato molto a Milano e adesso ho la possibilità di scrivere la storia del Real”.
Quelle parole pronunciate nel mese di giugno riecheggiano dopo la gara di ieri più che mai.
In questa stagione ogni volta che è sceso in campo ha fatto bene. Nelle 19 gare di Liga spagnola in cui è stato chiamato in causa è stato sempre in grado di aiutare la squadra e ha fornito prestazioni all’altezza condite anche da quattro gol molto interessanti dal punto di vista tecnico.
In Uefa Champions League le presenze sono state 7, praticamente ha giocato in tutte le gare, segnando anche due volte.
La seconda rete è stata un capolavoro. Ieri sera nella gelida serata di Lipsia contro i padroni di casa Brahim Diaz si trova sulla fascia destra, va sul pallone, aggira con una finta l’avversario, punta l’area di rigore, finta a disorientare l’avversario, si aggiusta la palla e parte la conclusione che s’infila alle spalle di Gulacsi, estremo difensore della compagine tedesca.
Si tratta del gol che decide la sfida d’andata e permette al Real di giocare un ritorno più tranquillo.
Lo stile di gioco di Ancelotti sembra essere più appropriato rispetto a quello cui era sottoposto Diaz con la maglia del Milan non riusciva ad esprimersi al massimo (91 presenze e 13 gol) ma nel sistema di Ancelotti ci calza a pennello e il tecnico italiano continua a dargli fiducia.
Ha anche esordito e segnato all’esordio con la maglia della Nazionale ma finora l’amichevole contro la Lituania vinta 4-0 dagli iberici è l’unica partita in cui è sceso in campo.































