Partire con l’obiettivo salvezza, ritrovarsi davanti a tutti con il Real Madrid staccato di due punti che insegue. Un sogno che hanno già vissuto diverse tifoserie in giro per l’Europa: il Leicester, il Verona, il Kaiserslautern. Succede, non si sa come, ma succede.
E allora volgiamo lo sguardo alla Spagna dove c’è il Girona che sta letteralmente volando. Primo con 41 punti. I catalani hanno battuto nel derby 2-4 il Barcellona e ora non è vietato sognare. Il presidente ha detto: “Abbiamo raggiunto la salvezza, adesso divertiamoci”.
Una sola sconfitta, contro il Real, ci può stare ma dove può davvero arrivare il Girona a fine stagione? Vincere il titolo è utopia? Eppure guardando ai casi citati sopra non è poi così tanto impossibile come sembra. Intanto ci sono 12 punti di distacco tra loro e il quinto posto occupato dall’Athletic Bilbao. Le prossime da giocare saranno contro Alaves in casa, Betis in Andalusia e Atletico Madrid di nuovo davanti al pubblico amico.
L’uomo del successo?
Non ci sono dubbi: Miguel Ángel Sánchez Muñoz, conosciuto come Míchel, il coach nato nel 1975. Conosciuto per aver legato gran parte della sua carriera agonistica al Rayo Vallecano e aver avuto brevi parentesi con Almeria, Murcia e Malaga. Giocava in mezzo al campo, un centrocampista vecchi stampo che però vedeva bene la porta. Una volta smessa la tenuta da calciatore, comincia la vita da commissario tecnico. Il primo incarico è quello della guida delle giovanili del Rayo per poi passare per un biennio in prima squadra. Prima stagione chiusasi con la salvezza, quella dopo con la conquista della promozione in Primera División ed esonero. Arriva la chiamata dell’Huesca. Anche in questo caso porta la squadra nel massimo campionato iberico e viene accomodato fuori dalla porta.
Girona, Liga e conferma
C’è quindi il Girona che cerca un buon tecnico per una salvezza tranquilla in Segunda. Mìchel trascina i catalani in Primera e viene confermato. L’obiettivo anche in questo caso è uno: salvezza. E salvezza sarà, grazie al decimo posto ottenuto nella passata stagione. Il gruppo è solido e bisogna apportare alcune modifiche, inserire qualche innesto per puntare un po’ più in alto, perché no, all’Europa.
Ed ecco l’acquisto: Artem Oleksandrovyč Dovbyk prelevato dal Dnipro-1 dove era riuscito a segnare 54 reti in 3 stagioni. L’ucraino viene affiancato da Sávio Moreira de Oliveira, un brasiliano pescato in Olanda, classe 2004 e con pochissime presenze nella squadra primavera dello Jong PSV. L’esperienza la porta Stuani, attaccante uruguayano che ha segnato 116 gol con la maglia biancorossa da quando è approdato nel 2017 (221 presenze). In porta l’argentino Paulo Gazzaniga (voto 8.5 contro il Barcellona) garantisce la sicurezza che serve alla difesa guidata dall’olandese Daley Blind. Nella zona nevralgica del campo ci sono gli elementi giusti, al posto giusto: ad esempio Martin o più avanzato un altro ucraino Cyhankov.
La costruzione del gioco, l’equilibrio e l’intensità nei momenti più calienti della partita hanno reso il Girona una macchina ben oliata capace anche di avere il miglior attacco del campionato con 38 marcature e con la presenza di Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid, Betis e squadre storiche come Valencia e Villarreal, scusate se è poco.
Mìchel sa leggere le partite in corsa. Conosce e capisce gli avversari e riesce a plasmare il gioco dei suoi all’interno dei 90 minuti.
Il Girona vola, ma questi risultati non sono frutto del caso o della fortuna.































