Un guasto al sistema di cronometraggio verificatosi durante la sessione della Moto2 ha provocato un ritardo di 35 minuti nell’inizio delle prove pomeridiane del venerdì del Gran Premio d’Indonesia di MotoGP. La sessione ha confermato le aspettative della vigilia, con tre Aprilia nelle prime posizioni della classifica, guidate da quella di Raul Fernandez.
Il pilota del team Trackhouse Racing, che per questo appuntamento presenta una particolare livrea Gulf, si è dimostrato il più competitivo sia sul ritmo gara sia durante i tentativi di ottenere il miglior tempo. Lo spagnolo ha infatti stabilito il nuovo record del circuito di Mandalika, fermando il cronometro sull’eccezionale tempo di 1’28″725 e riuscendo a distanziarsi nettamente dagli avversari.
Alle sue spalle, soltanto Marco Bezzecchi è riuscito a scendere sotto il limite dell’1’29”, registrando un tempo di 1’28″944, con un distacco di 219 millesimi dal primo posto. Dopo aver incontrato qualche difficoltà in più rispetto agli altri piloti in sella alle RS-GP, Jorge Martin, leader del campionato, è riuscito a migliorare nel finale della giornata, conquistando la terza posizione. Il suo tempo, tuttavia, è rimasto più lento di 481 millesimi rispetto a quello ottenuto da Fernandez.
Il distacco aumenta notevolmente quando si passa alla prima moto non appartenente al marchio Aprilia, confermando la superiorità delle moto di Noale. Pedro Acosta, al quarto posto con la sua KTM, ha chiuso con un ritardo di 669 millesimi rispetto al tempo di Fernandez, accusando inoltre più di due decimi di distacco da Jorge Martin, che lo precede in classifica.
Nonostante il circuito indonesiano non sia mai stato particolarmente favorevole alle sue caratteristiche, Marc Marquez è riuscito ancora una volta a risultare il migliore tra i piloti Ducati. Lo spagnolo ha conquistato la quinta posizione, seppur con un distacco superiore ai sette decimi dal leader. La Casa di Borgo Panigale è comunque riuscita a portare ben cinque Desmosedici GP direttamente in Q2, anche su un tracciato che, almeno sulla carta, sembrava poco adatto alle loro caratteristiche.
Proseguendo nella graduatoria, Fabio Di Giannantonio occupa la sesta posizione, mentre Alex Marquez si trova all’ottavo posto, nonostante una caduta alla curva 16 negli ultimi minuti della sessione. Franco Morbidelli ha ottenuto la nona posizione, seguito da Pecco Bagnaia, decimo. Per il pilota italiano si tratta di un risultato importante, perché torna a qualificarsi direttamente per la Q2, un traguardo che non raggiungeva dal Gran Premio d’Olanda, disputato prima della pausa estiva. È interessante notare come ci sia riuscito proprio su uno dei circuiti sui quali aveva incontrato maggiori difficoltà nella stagione precedente.
Per quanto riguarda i costruttori italiani, soltanto due piloti non sono riusciti a ottenere l’accesso diretto alla Q2 e saranno quindi costretti ad affrontare la Q1. Il primo è Ai Ogura, tredicesimo, che ha incontrato diverse difficoltà nel recuperare il giusto ritmo con la sua Aprilia del team Trackhouse dopo la caduta avvenuta nella sessione mattutina. L’altro è Fermin Aldeguer, vincitore del Gran Premio dello scorso anno, protagonista di un pomeriggio complicato, segnato da una scivolata e da un inconveniente tecnico. Questi problemi lo hanno fatto scivolare fino alla quindicesima posizione con la Ducati del Gresini Racing.
L’ultimo posto disponibile per accedere alla Q2 è stato conquistato da Fabio Quartararo, che ha reagito positivamente a una violenta caduta ad alta velocità alla curva 8, riuscendo a terminare settimo con il tempo di 1’29″558. Per la Yamaha, tuttavia, resta il rammarico per aver mancato la qualificazione diretta con gli altri due piloti: Alex Rins e Jack Miller, infatti, sono rimasti tra i primi dieci fino agli ultimi istanti della sessione, per poi essere esclusi per meno di un decimo di secondo. Rins, in particolare, potrebbe aver compromesso le proprie possibilità a causa di una caduta alla curva 17.
La situazione è decisamente più complicata per la Honda, che trova la sua prima moto soltanto in quattordicesima posizione con Luca Marini. Il pilota marchigiano ha accumulato un ritardo superiore a 1,3 secondi dal miglior tempo, evidenziando le difficoltà della RC213V sul tracciato indonesiano. A peggiorare il bilancio della casa giapponese è stata anche la caduta di Diogo Moreira alla curva 11, che ha concluso la sessione in diciannovesima posizione.
La sessione di Enea Bastianini è stata particolarmente negativa, con il pilota della KTM Tech3 protagonista di due cadute, avvenute rispettivamente alla curva 8 e alla curva 16. Un risultato deludente per il riminese, che era arrivato sull’isola di Lombok con l’obiettivo di confermare le buone prestazioni mostrate in Giappone, dove era andato vicino a conquistare un posto sul podio. Al contrario, Bastianini ha terminato la sessione in 21ª posizione, alle spalle anche del compagno di squadra Maverick Vinales, ancora in fase di recupero fisico. Alle sue spalle si è classificato soltanto Aleix Espargaro, pilota esperto che in questa occasione è tornato in pista per la prima volta in stagione, sostituendo sulla Honda ufficiale Joan Mir, costretto a saltare l’appuntamento.
Giorgia Palmieri































