Ancora una volta i fantasmi di Torino si sono abbattuti sulla notte azzurra, trasformando una serata che prometteva festa in una cocente delusione. Nel 2018, durante la fase finale a sei del Mondiale disputato in Italia e ospitata all’Inalpi Arena, la Nazionale guidata da Chicco Blengini aveva fallito l’accesso alle semifinali, arrendendosi prima alla Serbia per 3-0 e poi alla Polonia per 3-2.
A distanza di appena tre chilometri, questa volta al PalaVela, la storia si è ripetuta. L’Italia di Ferdinando De Giorgi ha perso il quarto di finale dell’Europeo contro la Finlandia, vedendo sfumare l’accesso alle semifinali in programma al Forum di Assago.
Contro la 17ª squadra del ranking mondiale, i bicampioni del mondo hanno improvvisamente smarrito certezze e riferimenti nel finale del secondo set. Un parziale di orientamento è stato ritrovato nel quarto, quando gli azzurri sono riusciti a rimettere in equilibrio la partita. Ma proprio sul più bello, a soli due punti dall’obiettivo delle semifinali, l’Italia ha smarrito definitivamente la strada.
Una serata iniziata nel migliore dei modi, con i tre azzurri – Giannelli, Mati e Romanò – protagonisti assoluti e capaci di trascinare la Nazionale. Il regista si rivela fondamentale nelle rotazioni al servizio, dalle quali arrivano i break dell’Italia; il centrale è decisivo a muro, firmando i due punti che permettono agli azzurri di allungare; l’opposto, invece, è una sentenza in attacco, con 8 punti, l’86% di positività e 2 ace.
Nel secondo set, però, la magia azzurra comincia lentamente a svanire. La Finlandia continua a spingere con i fratelli Luka e Nooa Marttila, ma soprattutto con l’opposto Joonas Jokela. Dopo aver avuto a disposizione un set point sul 26-25, l’Italia subisce una murata pesante su Romanò e da quel momento la partita cambia volto.
Luka Marttila sfrutta l’occasione, pareggia i conti e soprattutto mina le certezze degli azzurri. L’inizio del terzo set riporta alla memoria la Nazionale vista nella semifinale olimpica di Parigi 2024 contro la Francia: un’Italia spaesata, incapace di trovare una soluzione per uscire dalla situazione difficile in cui si è cacciata.
Sul 9-3, De Giorgi prova a cambiare l’inerzia con una girandola di sostituzioni, ma non riesce a trovare l’assetto giusto per ricucire lo svantaggio. Il PalaVela assiste impietrito a una prestazione irriconoscibile, lontanissima dalla Nazionale che nelle due settimane precedenti aveva entusiasmato il pubblico da Napoli a Modena, fino ad arrivare a Torino.
Nel quarto set gli azzurri tornano all’assetto iniziale, con il solo Galassi al posto di Mati. Il muro dell’Italia comincia a farsi sentire maggiormente e arrivano anche alcuni punti vincenti, quattro in totale, tre dei quali firmati da Sanguinetti. L’inerzia della partita, però, non cambia mai, così come il linguaggio del corpo degli azzurri, che continua a non trasmettere fiducia.
Il guizzo nel finale del set, che consente alla Nazionale di trascinare la sfida al tie-break, si rivela soltanto un’illusione. Il crollo dell’Italia arriva proprio quando i fantasmi del PalaVela sembravano ormai essere svaniti. Avanti 11-8 grazie all’ace di Romanò, gli 8.260 spettatori del palasport torinese si riaccendono e provano a spingere gli azzurri verso Milano.
Ma la Finlandia reagisce: un ace di Luka Marttila, un muro e un’invasione di Bottolo consegnano ai finlandesi il match point. La partita si chiude poco dopo, con l’attacco fuori misura di Romanò che fa calare il sipario sull’Europeo dell’Italia.
Gli azzurri vengono così eliminati ai quarti di finale, un risultato che non si verificava dal 2019, quando l’Italia era stata sconfitta dalla Francia.
Restano inevitabilmente sotto esame anche alcune scelte compiute durante l’estate, a partire dalla rinuncia ad Alessandro Bovolenta, considerato il miglior opposto dell’ultima Superlega, nel tentativo di convincerlo fino all’ultimo a partecipare ai Giochi del Mediterraneo. Così come fa discutere la scelta di portare cinque schiacciatori e soltanto tre centrali, un compromesso necessario per poter utilizzare Michieletto per un set a partita.
A Torino si spengono così le luci sull’estate azzurra. Dodici mesi dopo la straordinaria doppietta mondiale, l’Italia si ritrova con l’argento europeo conquistato dalla Nazionale femminile e una pesante eliminazione ai quarti di finale per quella maschile.
Per la gestione De Giorgi, arrivata al suo quinto anno, è un momento particolarmente delicato. Per ripartire sarà necessario analizzare con attenzione e severità quanto accaduto, individuando gli errori e le scelte da correggere in vista del futuro.
LE PAROLE DI DE GIORGI E GIANNELLI
Bisogna riconoscere i meriti della Finlandia. L’Italia è riuscita a rimettere in carreggiata la partita, ma nel momento decisivo, quando serviva la giocata per chiudere il match, è mancata.
Il ct dell’Italvolley, Ferdinando De Giorgi, ha commentato così l’eliminazione dagli Europei: «Non possiamo prendercela con nessuno. Dovevamo concretizzare le occasioni, nonostante la brutta giornata».
Deluso anche Simone Giannelli: «Semplicemente non siamo riusciti a giocare una partita di livello. Non è una questione di atteggiamento: abbiamo commesso troppi errori tecnici. Il resto sono solo chiacchiere. Dobbiamo rendere merito alla Finlandia».
Giorgia Palmieri































