La Repubblica Democratica del Congo ha conquistato l’accesso ai sedicesimi di finale del Mondiale 2026 grazie a un calcio disciplinato e fisico, fondato su un 5-3-2 a blocco basso impostato dal commissario tecnico Sébastien Desabre. L’uomo più pericoloso è Yoane Wissa, attaccante del Newcastle, già a segno tre volte nella fase a gironi. Inoltre, le difficoltà dell’Inghilterra nel ruolo di terzino destro potrebbero offrire a Desabre l’opportunità di colpire proprio sulla fascia che intende sfruttare.
L’Inghilterra affronterà quindi la Repubblica Democratica del Congo ad Atlanta mercoledì 2 luglio 2026, in quello che sarà il primo confronto assoluto tra le due nazionali. Per i Leopardi, il raggiungimento dei sedicesimi di finale rappresenta già il traguardo più prestigioso della loro storia calcistica. Per gli inglesi, invece, si tratta del debutto nella fase a eliminazione diretta di un torneo che alimenta ancora il sogno di interrompere un’attesa di sessant’anni per la conquista di un grande titolo internazionale.
Sotto la guida di Sébastien Desabre, la Repubblica Democratica del Congo non perde con più di un gol di scarto da quattro anni. Nel percorso verso la fase a eliminazione diretta ha fermato il Portogallo sul pareggio, ha tenuto testa alla Colombia fino al 76° minuto e ha superato l’Uzbekistan per 3-1, conquistando la qualificazione. I Leopardi si presentano all’appuntamento con una squadra ben organizzata, determinata e costruita per sfruttare quello che appare come l’unico vero punto debole nello schieramento dell’Inghilterra di Thomas Tuchel.
52 anni di assenza per il Congo in una Coppa del Mondo
L’ultima partecipazione della Repubblica Democratica del Congo a una Coppa del Mondo risale al 1974, quando il Paese gareggiava ancora con il nome di Zaire. Da allora sono trascorsi 18.997 giorni, la seconda assenza più lunga nella storia della competizione.
Quel Mondiale lasciò però un’eredità dolorosa. Dopo una dignitosa sconfitta per 2-0 contro la Scozia, i giocatori scoprirono che i premi promessi dal governo non sarebbero mai stati corrisposti. La squadra arrivò persino a valutare il boicottaggio della successiva sfida contro la Jugoslavia, ma le minacce di arresto li costrinsero a scendere in campo, dove subirono una pesante sconfitta per 9-0. Alla vigilia dell’ultima partita del girone, contro il Brasile, le guardie del presidente Mobutu li avvertirono che una sconfitta con quattro o più gol di scarto avrebbe impedito loro di fare ritorno in patria. In quel clima di paura maturò il celebre episodio di Mwepu Ilunga, che uscì improvvisamente dalla barriera per allontanare il pallone prima della battuta di un calcio di punizione. Per anni quel gesto fu interpretato come una dimostrazione di scarsa conoscenza del regolamento, ma in realtà fu un atto di protesta e un disperato tentativo di farsi espellere dalla partita.
Nessuno dei calciatori dell’attuale nazionale era ancora nato nel 1974, ma l’eredità di quella spedizione ha continuato a pesare sul calcio congolese. L’obiettivo era chiaro: tornare ai Mondiali e dimostrare che la storia della Repubblica Democratica del Congo non si esaurisce in quella travagliata esperienza. Quel percorso di riscatto ha trovato una prima, significativa consacrazione il 17 giugno, quando Yoane Wissa ha realizzato di testa, contro il Portogallo, il primo gol della Repubblica Democratica del Congo nella storia della Coppa del Mondo. Un momento simbolico che ha contribuito a riscrivere il racconto del calcio congolese.
COME SI DIFENDE E COME ATTACCA LA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO
Contro le nazionali di primo livello, Sébastien Desabre imposta la sua squadra con un compatto 5-3-2 a blocco basso, studiato per assorbire la pressione avversaria e colpire in contropiede. La linea difensiva a cinque resta molto stretta, i tre centrocampisti proteggono la zona centrale del campo, mentre i due attaccanti rappresentano sia il primo riferimento in fase di pressing sia gli sbocchi immediati per le ripartenze. Emblematica la sfida contro il Portogallo: pur mantenendo appena il 25% del possesso palla, la Repubblica Democratica del Congo è riuscita a conquistare un prezioso pareggio.
In fase di costruzione, i congolesi evitano spesso il palleggio a centrocampo. I difensori centrali Chancel Mbemba e Axel Tuanzebe cercano direttamente la profondità con lanci lunghi verso Yoane Wissa, che attacca gli spazi mentre Arthur Masuaku accompagna l’azione in sovrapposizione sulla fascia per creare superiorità numerica. Quando il meccanismo funziona al meglio, come accaduto contro il Portogallo, la squadra riesce a trasformare il recupero del pallone in una conclusione verso la porta nell’arco di pochi secondi.
Da quando Sébastien Desabre è alla guida della squadra, la Repubblica Democratica del Congo non ha mai subito una sconfitta con più di un gol di margine: né nelle qualificazioni, né in Coppa d’Africa, né in un girone di alto livello con avversarie come Portogallo e Colombia. Dopo che una quarantena di 21 giorni legata all’Ebola ha costretto la squadra a trasferirsi negli Stati Uniti, il tecnico ha spiegato: «Ci siamo adattati alla situazione. Dovevamo restare concentrati, come spesso ci è capitato di dover fare». Una frase che racconta bene anche l’identità della sua nazionale: resiliente, organizzata e pronta ad affrontare le difficoltà.
Il Congo rappresenta una minaccia anche sui calci piazzati. Arthur Masuaku e Gaël Kakuta sono specialisti nel servire palloni tagliati e precisi, sfruttando la fisicità di Chancel Mbemba e Axel Tuanzebe. In particolare, Mbemba si è distinto nella scorsa stagione in Ligue 1, dove ha vinto il 76% dei duelli aerei, confermandosi un’arma importante sulle palle inattive.
COME ROMPE IL BLOCCO L’INGHILTERRA
La strategia dell’Inghilterra punta soprattutto a creare superiorità sulle fasce. Saka sulla destra e uno tra Foden e Gordon sulla sinistra hanno il compito di attirare i terzini avversari fuori posizione, aprendo spazi che Jude Bellingham può sfruttare con i suoi inserimenti. Il centrocampista inglese cerca infatti di attaccare le zone alle spalle della linea difensiva, arrivando da dietro negli spazi tra le linee, piuttosto che cercare di superare gli avversari in mezzo al traffico. Un’ulteriore arma potrebbe arrivare dai calci piazzati, soprattutto se l’ammonizione di Mbemba dovesse limitarne l’aggressività nei contrasti.
L’Inghilterra parte con i favori del pronostico grazie a una rosa più profonda e a una maggiore qualità tecnica, ma la Repubblica Democratica del Congo non è una squadra costruita per arrendersi rapidamente. La formazione di Desabre è pensata per resistere, restare compatta e aspettare il momento giusto per colpire. La vulnerabilità dell’Inghilterra sulla fascia destra è un aspetto che il tecnico congolese conosce bene, e Wissa proverà a sfruttarla fin dai primi minuti. Se i Tre Leoni riusciranno a mantenere equilibrio, controllare le ripartenze e allargare il proprio gioco senza perdere solidità, avranno buone possibilità di superare il turno. Il divario, però, potrebbe essere molto più ridotto di quanto lascino pensare i valori sulla carta.
PROBABILI FORMAZIONI
INGHILTERRA
Senza Reece James per un problema muscolare al bicipite femorale, e con Quansah in dubbio dopo l’infortunio alla caviglia con Panama, salgono le quotazioni di uno tra Spence e Chalobah come terzino destro. Declan Rice torna titolare dopo il riposo nell’ultima sfida.
Pickford, O’ Reilly, Guehi, Konsa, Quansah, Rice, Anderson, Gordon, Bellingham, Saka, Kane
Panchina: 11 Rashford, 12 Chalobah, 13 D. Henderson, 14 J. Henderson, 15 Burn, 16 Mainoo, 17 Rogers, 19 Watkins, 20 Madueke, 21 Eze, 22 Toney, 23 Trafford, 25 Spence, 5 Stones
CONGO
Non si tocca la coppia Wissa-Bakambu nell’attacco della Repubblica Democratica del Congo.
Mpasi-Nzau, Mbemba, Tuanzebe, Kapuadi, Wan-Bissaka, Mukau, Moutoussamy, Kayembe, Masuaku, Wissa, Bakambu
Panchina: 5 Batubinsika, 6 Mukau, 9 Cipenga, 10 Bongonda, 11 Kakuta, 12 J. Kayembe, 15 Tshibola, 16 Fayulu, 19 Mayele, 21 Epolo, 23 Banza, 24 Kalulu, 25 E. Kayembe
Giorgia Palmieri































