La partita tra Messico e Sudafrica, in programma giovedì 11 giugno nello storico Stadio Azteca, darà ufficialmente il via ai Mondiali 2026. Si apre così la ventitreesima edizione della Coppa del Mondo, un torneo destinato a rappresentare un momento di svolta per il calcio internazionale.
L’edizione del 2026 sarà infatti la prima a vedere la partecipazione di 48 nazionali nella fase finale, superando il tradizionale format a 32 squadre. La manifestazione sarà inoltre organizzata congiuntamente da tre Paesi Stati Uniti, Canada e Messico e si articolerà in 104 incontri distribuiti nell’arco di poco più di un mese, fino alla finale del 19 luglio nell’area di New York-New Jersey.
L’edizione nordamericana dei Mondiali 2026 avrà un significato che va ben oltre gli aspetti organizzativi. Il torneo segnerà infatti il passaggio tra due epoche del calcio: da un lato potrebbe rappresentare l’ultimo grande palcoscenico internazionale per alcuni dei campioni che hanno dominato la scena negli ultimi due decenni, dall’altro offrirà l’occasione per l’affermazione definitiva di una nuova generazione di talenti chiamati a raccoglierne l’eredità.
Tra le principali protagoniste ci sarà l’Argentina, campione del mondo in carica, che si presenterà con l’obiettivo di difendere il titolo conquistato in Qatar. I riflettori saranno ancora puntati su Lionel Messi, per il quale la rassegna potrebbe rappresentare l’ultima partecipazione a una Coppa del Mondo. Lo stesso vale per Cristiano Ronaldo con il Portogallo e per Neymar con il Brasile, protagonisti di una generazione che ha lasciato un segno indelebile nella storia del calcio mondiale.
Tra le principali candidate alla vittoria finale c’è la Spagna, fresca campione d’Europa, che può contare sull’estro di Lamine Yamal e su una squadra giovane ma già abituata a vincere. Anche la Francia si presenta tra le favorite, guidata dal carisma e dal talento di Kylian Mbappé, punto di riferimento di una rosa tra le più complete del panorama internazionale. Grande attenzione anche per il Brasile, che affronta la competizione con Carlo Ancelotti alla guida tecnica e punta sul mix tra l’esperienza di Neymar e il talento emergente di Endrick. Cerca infine il ritorno al successo anche l’Inghilterra, a caccia di un titolo mondiale che manca dal 1966, affidandosi alla vena realizzativa di Harry Kane e alla classe di Jude Bellingham.
Anche Germania, Portogallo e Paesi Bassi si candidano a un ruolo da protagoniste. La selezione tedesca fa affidamento sul talento di Jamal Musiala e sulla creatività di Florian Wirtz, mentre il Portogallo punta a coniugare l’esperienza di Cristiano Ronaldo con la qualità di Bruno Fernandes e Rafael Leão. I Paesi Bassi, invece, confidano nella leadership difensiva di Virgil van Dijk e nell’estro offensivo di Xavi Simons.
Accanto alle nazionali più blasonate, non mancano le possibili outsider. La Norvegia torna sulla scena mondiale grazie ai suoi due uomini simbolo, Erling Haaland e Martin Ødegaard, mentre il Marocco punta a consolidare il percorso di crescita che lo ha portato a imporsi tra le realtà più interessanti del calcio internazionale. Grande curiosità anche per le selezioni emergenti di Asia, Africa e Nord America, che potrebbero sfruttare l’ampliamento del torneo per ritagliarsi un ruolo da protagoniste.
Il Mondiale 2026 sarà anche una vetrina privilegiata per la nuova generazione di talenti destinata a raccogliere l’eredità dei grandi campioni degli ultimi anni. Tra i giocatori più attesi spicca Lamine Yamal, già considerato uno dei prospetti più brillanti del calcio mondiale, ma l’attenzione sarà rivolta anche a Jamal Musiala, Endrick e a molti altri giovani pronti a lasciare il segno sulla scena internazionale.
Per oltre un mese, il torneo catalizzerà l’interesse di milioni di appassionati, proponendosi come l’edizione più grande e ambiziosa nella storia della competizione. Tra gli ultimi capitoli delle carriere dei fuoriclasse che hanno dominato un’epoca e l’affermazione delle nuove stelle del calcio mondiale, il Mondiale 2026 si appresta a inaugurare un nuovo ciclo per questo sport.
ARBITRAGGIO
Sarà il brasiliano Wilton Pereira Sampaio a dirigere la partita inaugurale dei Mondiali, in programma giovedì 11 alle 16:00 ora di Brasilia (le 21:00 in Italia), tra Messico e Sudafrica a Città del Messico. Le due selezioni sono inserite nel Gruppo A della competizione.
La squadra arbitrale sarà a forte impronta sudamericana: insieme a Sampaio, i connazionali Bruno Pires e Bruno Boschilia agiranno come assistenti. Il paraguaiano Juan Gabriel Benitez svolgerà il ruolo di quarto ufficiale, mentre Eduardo Cardozo sarà il quarto uomo di riserva. AI VAR ci sarà il colombiano Nicolas Gallo, affiancato dal cileno Juan Lara, mentre completa lo staff arbitrale il francese Jerome Brissa.
Volto ormai consolidato nel panorama arbitrale internazionale, Wilton Pereira Sampaio sarà inserito nel panel FIFA ai Mondiali per la terza edizione consecutiva. Originario dello stato di Goiás, ha già maturato un’esperienza significativa nella competizione: nel 2018 in Russia ha ricoperto il ruolo di Video Assistant Referee (VAR), mentre nel Mondiale 2022 in Qatar ha diretto quattro partite come arbitro principale.
Per la prossima edizione iridata, il Brasile potrà contare su una rappresentanza arbitrale numerosa. Faranno infatti parte della squadra anche Ramon Abatti Abel, Raphael Claus, Danilo Manis, Rodrigo Figueiredo e Rafael Alves, completando così il gruppo di ufficiali di gara brasiliani presenti alla Coppa del Mondo.
PROBABILI FORMAZIONI
Messico, (4-3-3): Rangel; Sanchez, Montes, Vasquez, Gallardo; Fidalgo, Alvarez, Vargas; Alvarado, Jimenez, Quinones.
Sudafrica, (4-2-3-1): Williams; Mudau, Okon, Mbokazi, Modiba;Mokoena, Sithole; Moremi, Mofokeng, Apollis; Foster.
PROSSIMO TURNO
Venerdì 19 giugno il Messico affronterà la Corea del Sud, il Sud Africa invece affronterà la Repubblica Ceca giovedì 18 giugno.
Giorgia Palmieri































