Ancora un ultimo sforzo, poi il traguardo sarà a portata di mano. La Roma arriva dal successo nel derby e ora ha il destino nelle proprie mani nella corsa a un posto nella prossima Champions League.
Nella trasferta di Verona, alla squadra di Gian Piero Gasperini potrebbe bastare anche un pareggio, a seconda dei risultati di Milan, Como e Juventus. In alcuni incroci di classifica, perfino una sconfitta potrebbe rivelarsi sufficiente. A una giornata dalla fine, dunque, l’obiettivo sembra ormai davvero vicino.
Le difficoltà, però, non mancano. Gasperini deve infatti fare i conti con diversi problemi di formazione e con alcuni dubbi ancora da sciogliere in vista della sfida decisiva.
PRECEDENTI
La storia degli scontri tra Verona e Roma in Serie A, vanta 34 precedenti in riva all’Adige, così suddivisi: 11 successi dell’Hellas, 11 quelli giallorossi, mentre 12 sono stati i pareggi. Nel computo dei gol fatti, romanisti in vantaggio 41 a 40.
DOVE VEDERLA
La gara valida per la 38ª giornata di Serie A sarà visibile su DAZN.
ARBITRAGGIO
Sarà l’arbitro Simone Sozza di Seregno a dirigere la gara valida per la 38^ e ultima giornata di Serie A, tra Verona e Roma, in programma domenica 24 maggio alle ore 20.45 allo stadio Bentegodi. I suoi assistenti saranno Marcello Rossi (Sez. AIA di Biella), Paolo Laudato (Sez. AIA di Taranto); IV uomo: Ermanno Feliciani (Sez. AIA di Teramo); VAR: Francesco Meraviglia (Sez. AIA di Prato); AVAR: Lorenzo Maggioni (Sez. AIA di Lecco).
PROBABILI FORMAZIONI
Non c’è lo squalificato Gagliardini, al suo posto Akpa Akpro a centrocampo. In attacco confermatissimo Bowie supportato da Suslov, ancora fuori Orban.
VERONA (3-5-1-1): Montipò; Nelsson, Edmundsson, Valentini; Belghali, Akpa Akpro, Lovric, Bernede, Frese; Suslov; Bowie. All. Sammarco.
Problemi importanti di formazione per Gian Piero Gasperini, costretto a rinunciare all’infortunato Evan Ndicka e allo squalificato Wesley. Al loro posto spazio a Daniele Ghilardi in difesa e a Zeki Celik sulla corsia destra.
Recuperato Manu Koné, che partirà dal primo minuto. Nessuna novità invece nel reparto offensivo: confermata la coppia composta da Paulo Dybala e Niccolò Pisilli alle spalle dell’attacco, mentre Donyell Malen è pronto a guidare il reparto offensivo. Verso un’altra panchina Matías Soulé.
Non figurano tra i convocati nemmeno Lorenzo Pellegrini e Konstantinos Tsimikas.
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Ghilardi, Mancini, Hermoso; Celik, Cristante, Koné, Rensch; Dybala, Pisilli; Malen. All. Gasperini.
DICHIARAZIONI ALLENATORI
SAMMARCO
Alla vigilia della sfida contro la Roma, Sammarco ha deciso di non rilasciare dichiarazioni in conferenza stampa. La scelta del tecnico dell’Hellas Verona arriva a poche ore dalla partita del Bentegodi, ultimo appuntamento stagionale per entrambe le squadre.
GASPERINI
“Kone ha recuperato, si è allenato tutta la settimana con noi, ha qualche piccolo acciacco, non proprio al 100%, però è sicuramente disponibile. Non so se giocherà dall’inizio o a partita in corso, ma il giocatore è disponibile. Il resto della squadra risente del caldo e delle temperature, quindi dobbiamo essere bravi ad arrivare al momento giusto domani sera, quando sarà il momento di giocare, perché è una partita molto importante”.
“Generalmente, a questo momento si fanno i bilanci della stagione, di quello che è stato fatto. Oggi, però, faccio veramente fatica a ragionare in questo senso, perché siamo molto concentrati sulla partita di Verona. Sarebbe un traguardo importante per la società, per la città, per i tifosi, per la squadra e per i giocatori, un traguardo che manca da anni. Dipende da noi, non dobbiamo dipendere da altri. I bilanci totali li faremo domani, dopo la gara. Oggi prevale sicuramente l’attenzione e la tensione per questa partita”.
“Tutta la squadra è sul pezzo, consapevole dell’importanza della gara per tutti quanti. È stata una settimana che è sembrata lunghissima, ma rappresenta anche il traguardo di una stagione in cui la squadra è sempre stata molto compatta, unita, ha sempre risposto bene, è stata molto applicata e ha mostrato grande voglia di fare”.
“Non è stato un anno facile, tutt’altro. Ho cercato di portare il mio modo di lavorare, il mio metodo, che per tanti anni mi ha consentito di fare la mia carriera. Ho avuto la fortuna di trovare dei ragazzi nei confronti dei quali sono stato credibile, e questo è stato probabilmente il segreto dei risultati che abbiamo ottenuto, dei 70 punti fino ad adesso. Abbiamo trovato un feeling giusto, con obiettivi comuni da sviluppare giorno per giorno. Sono passati quasi undici mesi, ma adesso quello che prevale è riuscire a coronare un risultato che in certi momenti neanche noi pensavamo fosse raggiungibile. E forse questo lo rende ancora più atteso, perché dipende da noi, dalla partita di domani. Il calcio in queste cose è un po’ crudele, perché i 90 minuti contano tantissimo. I risultati negativi rimangono impressi, ma bisogna guardare a quante volte la Roma ha vinto partite decisive per raggiungere obiettivi”.
“Sapevo che avevamo fatto delle ottime gare, la squadra era cresciuta e, rispetto al girone d’andata, aveva cominciato a fare gol. Quando fai gol hai la possibilità di vincere le partite e di ribaltarle, come magari è successo a Parma. La squadra ha preso fiducia, costruiva più situazioni positive. Ero convinto di noi, che potevamo fare un rush finale come stiamo facendo. Certo, dipendeva anche da quelli che erano davanti, ma questo non toglie niente ai risultati che abbiamo fatto noi».
“Non voglio fare classifiche. Ogni obiettivo è straordinario quando uno riesce a raggiungerlo. C’è chi punta a vincere il campionato, chi a salvarsi o a non retrocedere. Ognuno ha i propri record e, quando li raggiunge, è oltremodo soddisfatto. Non è che uno valga più dell’altro. Quest’anno, è vero, ce lo siamo posti quasi come un traguardo superiore a quello richiesto, ed è stata una locomotiva per una spinta continua a non mollare mai, a cercare di andare oltre i nostri limiti e possibilità. Era anche un obiettivo che tutti avvertivamo, quello che voleva la gente, per renderla felice”.
“È un impegno gravoso che ho cercato di sviluppare il più possibile, soprattutto in questo periodo, perché la presenza della Proprietà è fondamentale. Aiuta a evitare situazioni spiacevoli in un ambiente di lavoro, dà forza alla squadra e all’ambiente e consente risposte chiare e più veloci rispetto al passato. Questa sarà una bella scommessa. Spero che anche il risultato positivo di domani possa contribuire a una Roma compatta, forte nei propri progetti e idee, sbagliando anche, ma con un obiettivo comune. La loro maggiore presenza può sicuramente aiutare in tutto questo”.
“Ha fatto una parte di stagione molto positiva, realizzando gol e assist, poi ha avuto un periodo lungo, quasi 50 giorni di assenza, che ha ridotto il suo impatto sulla squadra. L’anno scorso giocava quinto, quest’anno le sue caratteristiche lo hanno reso un giocatore più offensivo. L’importante è che stia bene: è ancora giovane e, superato del tutto il fastidio alla pubalgia, potrà diventare ancora più forte”.
“Principalmente, per le società, è importante dal punto di vista economico. La differenza tra andare e non andare è notevole. L’aspetto economico permette di avere più margine sul mercato, di attrarre giocatori dall’estero perché la Roma gioca in Champions e diventa ambita. Anche i giocatori traggono beneficio, valorizzandosi giocando in Champions e raggiungendo questi traguardi. C’è poi l’aspetto emotivo: è una grande soddisfazione far parte dell’élite europea e delle prime quattro squadre italiane, un’esperienza che gratifica”.
“Indubbiamente c’è gratificazione per tutti, soprattutto per una stagione che poteva essere molto più difficile. C’è anche la soddisfazione di come l’abbiamo affrontata e di come siamo arrivati a quest’ultima giornata. L’ultima giornata conta, perché alla fine quello che rimane è il risultato finale: chi vince festeggia, chi non ci arriva racconta. Noi vogliamo evitare di raccontare com’è andata e lasciare invece un segnale”.
“È vero che il Verona pressa e riparte molto, ma la Roma ha ottenuto tanti risultati contro squadre medio-piccole, subendo anche alcune ripartenze, ma facendo anche cose molto buone. Il focus va fatto su tutto: sappiamo che incontriamo una squadra retrocessa, ma che ha sempre giocato ottime partite, anche recentemente. L’obiettivo non è facile né acquisito, e per raggiungerlo dobbiamo fare novanta minuti di gioco bene”.
“Intanto vuol dire che ho fatto veramente tanti campionati. È un record non proprio invidiabile, forse ne farei un po’ meno se potessi ricominciare, però è anche un record che dà soddisfazione, essere equiparato ad allenatori come Liedholm, un mostro sacro. Fa parte delle statistiche, magari è anche una bella coincidenza. Raggiungerlo in una situazione del genere avrebbe ancora più valore”.
“Secondo me, dopo ogni partita persa. Non ne abbiamo perse poche. Quando si perde, spesso nascono problemi e polemiche, ma mai nella squadra. Questo è stato sempre un segnale di grande reazione, professionalità e soprattutto volontà di andare avanti e guardare avanti”.
“Le cose fatte sono sempre state fatte in buona fede. Quando lavori così, ogni tanto sbagli, si fanno errori, ma dagli errori impari e riparti, impari qualcosa per fare meglio dopo. L’errore non è mai un fallimento, è un’occasione di apprendimento. Sono convinto che anche dalle situazioni non positive abbiamo sempre avuto la capacità di fare qualcosa di meglio dopo”.
“In quel momento guardavo solo la partita col Bologna, la prima dopo il ritiro e la preparazione, per vedere quello che eravamo capaci di fare. Non mi pongo traguardi in anticipo: prima provi, inizi a giocare, capisci il tuo valore e poi ti accorgi che certe cose le puoi fare, che rispetto ad altre squadre puoi ottenere di più. È un percorso che va avanti di volta in volta”.
Giorgia Palmieri































