Dopo il primo confronto andato in scena in campionato, Lazio e Inter tornano ad affrontarsi per contendersi la Coppa Italia 2025-2026.
A pochi giorni dal netto 0-3 con cui i nerazzurri, già campioni d’Italia, hanno espugnato l’Olimpico, le squadre guidate da Maurizio Sarri e Cristian Chivu si ritrovano di fronte nella finale secca che assegna il trofeo.
In caso di equilibrio al termine dei 90 minuti regolamentari, sono previsti tempi supplementari ed eventuali calci di rigore.
DOVE VEDERLA
La finale Lazio-Inter sarà trasmessa in diretta tv su Canale 5.
ARBITRAGGIO
Per la finale di Coppa Italia 2025-2026 tra Lazio e Inter, in programma il 13 maggio allo Stadio Olimpico, la direzione di gara sarà affidata a Marco Guida.
L’arbitro della sezione di Torre Annunziata sarà assistito da Alessio Alassio e Marco Baccini, con Luca Zufferli nel ruolo di quarto uomo. In sala Var ci saranno Paolo Silvio Mazzoleni e Aleandro Di Paolo come Avar.
Marco Guida, che nei mesi scorsi aveva fatto parlare di sé per la scelta di non dirigere più le partite del SSC Napoli, si è confermato tra gli arbitri più affidabili della stagione, con sedici gare dirette tra Serie A e Coppa Italia 2025-2026.
Nel suo percorso stagionale ha arbitrato due volte l’Inter, sempre uscita vincitrice, e quattro volte la SS Lazio: per i biancocelesti il bilancio è di tre vittorie e un pareggio, il 2-2 maturato contro la Juventus.
Per il direttore di gara campano sarà inoltre la prima finale della carriera.
Da evidenziare anche le sei direzioni in UEFA Champions League nel corso della stagione: Marco Guida è stato scelto per sfide di alto profilo come Arsenal FC vs FC Bayern Munich, oltre a Newcastle United FC vs FC Barcelona, gara segnata dalle proteste dei padroni di casa per il rigore assegnato ai blaugrana al 94’ e trasformato da Lamine Yamal.
PROBABILI FORMAZIONI
Maurizio Sarri si prepara a riproporre dall’inizio i titolari risparmiati nell’ultima giornata di campionato.
Sulla fascia sinistra tornerà Nuno Tavares, incaricato di contenere Denzel Dumfries, mentre a centrocampo è previsto il rientro di Taylor. In attacco sarà confermato il tridente composto da Gustav Isaksen, Tijjani Noslin e Mattia Zaccagni.
Il capitano della SS Lazio tornerà a occupare la fascia sinistra offensiva nonostante la contusione accusata nei giorni precedenti, deciso a non mancare e a guidare la squadra nella finale contro l’FC Internazionale Milano.
LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares; Basic, Patric, Taylor; Isaksen, Noslin, Zaccagni. All. Sarri
L’Inter si presenta alla finale con sei certezze già delineate per l’undici titolare.
Josep Martínez sarà confermato in porta, con Benjamin Pavard Bisseck e Alessandro Bastoni a guidare la difesa. In mezzo al campo spazio sicuro per Nicolò Barella e Hakan Çalhanoğlu.
In attacco resta l’incognita legata al recupero di Pio Esposito, mentre Marcus Thuram è in forte dubbio per infortunio. Sicuro invece un posto per Lautaro Martínez, con Ange-Yoan Bonny in corsa per affiancarlo.
L’unico vero nodo di formazione riguarda la mediana, dove Petar Sučić è leggermente avanti rispetto a Henrikh Mkhitaryan.
Tornano infine dal primo minuto Denzel Dumfries, dopo uno spezzone nell’ultima gara, insieme a Manuel Akanji, Federico Dimarco e Piotr Zieliński.
INTER (3-5-2): Martinez; Bisseck, Akanji, Bastoni; Dumfries, Barella, Zielinski, Sucic, Dimarco; Bonny, Lautaro. All. Chivu
DICHIARAZIONI ALLENATORI
Sarri e Zaccagni
Sarri
Come sta Cataldi?: “Ha fatto il primo allenamento stamattina, sta meglio a livello di infortunio. Le condizioni mediche sono un conto, l’efficienza fisica un’altra. E lui nell’ultimo mese praticamente non si è allenato. Dubbi a centrocampo? Dopo sabato ne ho 8-9. Abbiamo fatto talmente male a livello collettivo che non guarderei individualmente. Avevamo fatto una prestazione del c…o e risultato uguale”
Gli ultimi allenamenti l’hanno rincuorata?: “Non ci sono grandi indicazioni giocando a distanza ravvicinata. Abbiamo fatto piuttosto bene ma anche settimana scorsa. Dobbiamo sperare che sabato sia stato qualcosa di mentale e domani serà sarà diverso”
Quanto è orgoglioso di se stesso per essere qui?: “Sono orgoglioso della stagione e dell’allenamento della squadra, che non ha mai mollato. Mi hanno fatto tornare a divertirmi durante gli allenamenti. Le più grandi motivazioni sarebbero quelle di vincere: la squadra se lo merita per il percorso fatto in Coppa, ha attraversato il deserto senz’acqua. Dico sempre a loro che siamo diversi da inizio stagione e siamo migliorati. Potremmo anche essere scarsi ma siamo uomini”
Che orgoglio sarebbe vincere un trofeo con la Lazio?: “Purtroppo ne ho perse due di finali ai rigori compresa quella in Inghilterra contro il Manchester City. Ho quel grande rimpianto. Questo è un trofeo, deve essere una soddisfazione anche per il pubblico. Abbiamo giocato con uno stadio vuoto, ma anche per loro non è stato semplice. A livello personale ho una carriera lunga alle spalle: non mi cambia la vita, ma sarebbe bello dare una soddisfazione a tutti”
Come si affrontano le finali?: “Dopo pranzo mi ero messo a preparare le riunione e mi sono trovato in difficoltà per le parole da scegliere. Questa è una partita importante e difficile ma è chiaro per tutti. Penso sia inutile ribadire concetti che i ragazzi sanno già. Bisogna crederci fino alla follia”
Ha un messaggio per la tifoseria e per Pedro?: “Pedro era acciaccato ma si metterà a disposizione, lui è uno specialista di queste partite. Ha segnato nell’80% delle finali che ha fatto, speriamo lo faccia anche domani”
Si aspettava che Chivu avesse subito questo successo all’Inter?: “Ha avuto personalità e ha sfruttato una squadra molto forte. Il suo è stato un bell’approccio, sicuramente l’Inter era la squadra più forte di tutte”
Per tentare di vincere servirà centrare la partita tatticamente o mentalmente?: “Se l’atteggiamento mentale è quello di sabato, la tattica non conta nulla. Abbiamo preparato qualcosa di diverso, vedremo se può funzionare”
Il ritorno allo stadio dei tifosi può essere un fattore?: “Fare riscaldamento negli ultimi tempi era un po’ deprimente. Sicuramente c’è costato dei punti”
Zaccagni
Come stai? E cosa è scoccato nella Lazio in questa Coppa?: “Mi sento bene, ho recuperato dal colpo preso. Il nostro è stato un bellissimo percorso, abbiamo buttato fuori le due finaliste dell’anno scorso. E domani sera ci giochiamo questa bellissima partita, vogliamo portarci la Coppa a casa”
Dedichereste la coppa a Sarri?: “Come dice il mister ce la meritiamo eccome per tutto quello che è accaduto quest’anno. ‘Abbiamo attraversato il deserto senz’acqua’, ce lo ripete spesso. Ci meritiamo la partita di domani sera”
La partita di domani può essere la svolta della tua stagione?: “Non è importante, è fondamentale personalmente e a livello di squadra. Abbiamo passato una stagione difficile, scenderemo in campo con l’atteggiamento giusto e ce la giocheremo alla grande”
Che aria avverti nello spogliatoio?: “C’è grande positività, c’è tanta voglia. Metteremo in campo quello che serve per ottenere il massimo”
Ci saranno i tifosi domani sera…: “Me la immagino da un po’ la serata di domani sera, da quando stavamo tornando da Bergamo e che i tifosi ci avevano promesso di tornare allo stadio in caso di finale”
Quanta frustrazione hai avuto per gli infortuni quest’anno?: “Per me è stato il primo anno in questa maniera, iniziato con un intervento prima degli infortuni. Mi sono buttato un po’ giù mentalmente, poi il mio procuratore mi ha detto che esistono annate che possono essere risolte in una serata. Pedro? Sappiamo tutti la sua esperienza, soprattutto quello che ci può trasmettere sia mentalmente sia in campo. Pochi giocatori hanno vinto come lui, sicuramente cercheremo di vincere anche per lui che sarà la sua ultima partita con noi. E dovremo vincere per noi stessi”
Ti sei preparato qualcosa da dire alla squadra?: “Il fatto che non ci sarà il mister nello spogliatoio penso parlerà il suo vice Ianni. Solitamente non mi preparo nulla, ma dirò qualcosa ai ragazzi”
Cosa è successo sabato?: “Può esserci il fatto che un po’ di testa e un po’ di cuore fossero alla finale. Speriamo sia stato così, lasciamolo alle spalle. Siamo concentrati per domani sera”
Chivu e Lautaro
Quale sarà la chiave domani sera? : “Sicuramente sarà una partita diversa rispetto a quella di sabato. Loro sono molto organizzati tatticamente, quindi sarà una partita difficile. Hanno giocatori di valore, in più c’è un trofeo da alzare, quindi bisogna essere pronti a tutto quello che ci aspetta. Ci sarà anche uno stadio pieno e questo sarà un valore aggiunto”
L’Inter ha realizzato solo una volta il Doblete. Per voi è più importante la voglia di entrare nella storia o più la fame di conquistare tutto quello che c’è da vincere dopo le delusioni dell’anno scorso?: “La fame di vincere trofei c’è sempre, si inizia sempre per vincere o arrivare fino in fondo. Adesso abbiamo la possibilità di giocare un’altra finale, negli ultimi due anni non ci eravamo riusciti, domani sarà un’altra possibilità di portare la coppa a casa. Quella del Doblete è una statistica, noi siamo tranquilli perché la testa è totalmente sulla Coppa Italia”
Nel primo periodo dell’infortunio la squadra ha fatto fatica senza di te, poi da Como in poi è andata alla grande. Quanto è stato importante quel segnale? Ti sei sentito orgoglioso dei compagni?: “Sì, ma anche prima non facevano risultati non perché mancassi, ma perché un calo all’interno di un anno lo puoi avere sempre. Capita sempre. L’importante era uscirne, abbiamo fatto lo sprint finale e siamo riusciti a conquistare lo scudetto che era l’obiettivo. Adesso abbiamo la possibilità di conquistare un altro titolo”
Questa stagione nasce sul finale dello scorso. Il segreto è che vi siete confrontati?: “I confronti ci sono sempre, perché ci sono 25-26 teste diverse. Chi ha vissuto lo spogliatoio come il mister ha capito subito, noi abbiamo capito lui: ci ha portato aria nuova, leadership perché ha una personalità forte, ma ci fa lavorare in tranquillità e questo è importante. La parola d’ordine dentro il nostro spogliatoio è vincere, per stare all’Inter bisogna sempre pensare a vincere”
Quanto è difficile mantenere la concentrazione abituale una settimana dopo aver vinto lo scudetto e a pochi giorni dalla festa post Inter-Verona? Ci riuscite?: “Sì, perché siamo professionisti e rispettiamo il campionato e l’Inter. Dobbiamo essere noi stessi e lavorare fino all’ultimo. La partita di sabato è la dimostrazione che lo scudetto non ci ha fermati, dobbiamo continuare a crescere come gruppo e squadra”
Hai la sensazione che, attraverso il lavoro di quest’anno, tu sia cresciuto ancora di più?: “Sicuramente sì, sono cresciuto tanto. Sono contento, anche se ho avuto questo problema al polpaccio che mi ha fermato un po’. Però ho lavorato tantissimo per tornare a disposizione, sono contento della stagione che ho fatto io e la squadra, il mister è uno che conosce bene il mondo Inter, c’erano dubbi su di lui ma noi lo abbiamo seguito e questo è molto importante”
Chivu
Che cosa è importante tenere della partita di sabato? E cosa va resettato? Thuram è recuperato?: “Sono due partite diverse e ci sono le insidie. Uno può pensare che è stata semplice sabato, noi dobbiamo essere umili e avere l’atteggiamento giusto, consapevoli che ci siamo meritati lo scudetto e questa finale che vogliamo onorare al meglio delle nostre qualità. Thuram sta meglio, oggi si è allenato con noi e domani avremo un altro giorno per valutarlo”
Cecchi ha detto che quest’anno le sconfitte sono state gestite in modo migliore. Può spiegarcelo?: “Non posso parlare a nome suo, ma ha detto che è stata una gestione fatta bene, non migliore. Alla fine è sempre merito dei ragazzi che hanno saputo, nonostante le difficoltà, restare in piedi e dare il massimo, sia quotidianamente che partita per partita. In una stagione di alti e bassi saper reagire alle difficoltà è tutto merito loro. Noi dobbiamo fare attenzione che non si esageri, ma anche noi come loro abbiamo valori importanti che ci hanno permesso di fare una stagione come quella di quest’anno”
Cosa servirà mentalmente?: “Non avere ossessione. Ci siamo meritati questi risultati e dobbiamo mantenere lo stesso atteggiamento: essere sereni, entrare in campo con la responsabilità di fare delle cose ma con la voglia di divertirsi, senza perdere l’umiltà e l’entusiasmo che ci ha contraddistinto”
Quanto sposta nella percezione del suo lavoro il risultato di domani?: “A me non cambia un tubo di quello che sono io, sono felice per loro, perché ho trovato una squadra che pareggia le ambizioni. Ho dei ragazzi con tanta voglia di essere competitivi, e questo dall’inizio, dall’intervista di Lautaro in America. E lì ho capito com’è fatto, anche se avevamo avuto delle conversazioni prima. La forza del gruppo è quella: cercare di capire quello che rappresentiamo, un club che ha costruito qualcosa di importante nella loro storia, e con loro che hanno costruito qualcosa di importante negli ultimi 5-6 anni, diventando competitivi su tutti i fronti. Spesso ci dimentichiamo che hanno fatto tre finali europee e se non sono arrivati primi sono arrivati secondi. Qui si vince e si perde insieme”
Giorgia Palmieri































