Mercoledì 16 luglio ore 21:00 allo Stade de Genève si gioca il quarto di finale fra Norvegia e Italia – le Azzurre tornano ai quarti dopo 12 anni, in palio c’è un posto in semifinale
L’incontro di Ginevra vedrà di fronte la Norvegia (prima nel Girone A con 9 punti e storicamente Nazionale fortissima) e l’Italia (seconda nel Girone B con 4 punti). Le scandinave hanno vinto tutte e tre le partite di gruppo esprimendo un gioco offensivo molto efficace (8 gol segnati, record per la Norvegia in fase a gironi); le azzurre invece sono passate grazie a vittoria contro il Belgio e pareggio con il Portogallo (sconfitte solo dalla Spagna campione del mondo). Dopo aver centrato l’obiettivo dei quarti (traguardo mancato dal 2013), l’Italia cerca la semifinale che manca dal 1997.
Probabili formazioni
La Norvegia scenderà in campo con il consueto 4-2-3-1: in porta Fiskerstrand; difesa formata da Tuva Hansen, Harviken, Mjelde e Bjelde; in mediana Bøe Risa ed Engen; tridente offensivo con Graham Hansen, Hegerberg e Gaupset (con Reiten/Traustad spalla o esterna). L’Italia di Soncin risponde con un 3-5-2 solido: Giuliani fra i pali, difesa a tre con Lenzini–Salvai–Linari (affiancata da Boattin), centrocampo folto con Di Guglielmo e Bonansea sugli esterni e Giugliano–Caruso–Severini centrali, infine in attacco il tandem Cantore–Girelli.
Restano indisponibili le infortunate Spitse per la Norvegia e Cernoia per l’Italia.
Le protagoniste attese, occhio alla Norvegia
Sul fronte norvegese gli occhi sono puntati soprattutto su Caroline Graham Hansen del Barcellona (eletto scorso anno seconda migliore al mondo): è l’arma offensiva più pericolosa della Norvegia grazie al suo dribbling, velocità e fiuto del gol. Al suo fianco spicca Ada Hegerberg, altro gioiello nordico (prima donna pallone d’oro, capocannoniere in Champions), abile a concludere in area grazie alla stazza fisica e soprattutto molto forte nel gioco aereo. Completano il reparto offensivo Frida Maanum e Guro Reiten (assist woman) e in mediana la solida Ingrid Engen. Nell’Italia le chiavi del gioco sono nelle mani di Manuela Giugliano (centrocampista e capitano, grande regista) e di Cristiana Girelli (capocannoniere azzurra). Sui lati d’attacco faranno la differenza la rapidità di Sofia Cantore e Barbara Bonansea e l’estro di Arianna Caruso, già decisiva nei gironi.

Parole di allenatori e pre-partita
In conferenza stampa pre-gara Soncin ha caricato l’ambiente sottolineando che «non ci sono favorite» e chiedendo massima concentrazione alle sue: «Sarà una partita dura, equilibrata… abbiamo la motivazione e le carte per batterla». Dal canto suo Gemma Grainger, ct della Norvegia, definisce l’Italia «una squadra vicina per livello… difesa a cinque molto solida» ma avverte che «in attacco portano tante giocatrici in area». Anche la capitana azzurra Giugliano ha parlato ai media, elogiando il clima del gruppo: «Stiamo creando un’energia incredibile… siamo fortunate ad essere qui e vogliamo portare a casa un altro risultato importante».
Analisi tecnica: punti di forza e debolezza
La Norvegia fa leva su orgoglio e talento individuale. L’attacco della Norvegia non fa sconti: 7 gol segnati più 1 autogol su soli 4,13 expected goals. Giocatrici come Hegerberg, Graham Hansen, Reiten, Maanum sono davvero di una categoria superiore. Tuttavia la fase difensiva ha mostrato qualche lacuna: non hanno mantenuto alcuna porta inviolata e hanno incassato 5 reti in 3 gare, subendo 18 conclusioni avversarie (record fra le qualificate). L’Italia invece ha costruito il suo torneo su organizzazione e solidità: generalmente dispone una difesa a 5 (modulo 3-5-2) molto compatta, concedendo pochissimo (specialmente nelle prime due gare). In avanti però le Azzurre faticano a concretizzare le azioni: come osserva anche la stampa sportiva, «le azzurre dovranno confermare la loro solidità difensiva, ma nello stesso tempo trovare maggior concretezza negli ultimi 30 metri».































