Per saper bluffare ci vuole talento e genialità. Riuscire a creare scompiglio nella valutazione dei giocatori seduti al tavolo che si contendono il piatto forte non è facile e servono ingredienti che non tutti posseggono. Ci vuole una certa abilità nel leggere bene il tempismo e soprattutto la capacità degli avversari di interpretare.
Il maestro del bluff: Dan Cates
Con oltre 14 milioni di dollari riportati a casa vincendo i tornei dal vivo. Secondo il re del bluff Dan Cates saper quando è il momento giusto per “ingannare” gli altri è, sì, fondamentale ma ci sono altri fattori in gioco altrettanto determinanti come ad esempio la puntata da effettuare o i segnali gestuali. Bisogna anche saper studiare bene chi siede al tavolo e capire in che modo gestisce le proprie emozioni e qui entriamo nella sfera psicologica della faccenda: più il rivale è in difficoltà e più sarà facile bluffare.

Only the brave?
Il poker è un gioco dove vengono premiati gli audaci ma è molto più di un semplice colpo di fortuna. Vincere e saper come portare a casa il montepremi sono due questioni differenti. Cates parla proprio di uno scontro sottilissimo tra le menti dei giocatori che va oltre a quello che percepiamo noi che siamo semplici spettatori. Un errore di valutazione, un attimo di distrazione o una percezione errata sul comportamento dei rivali seduti al tavolo ti possono costare carissimi. Chi decide di prendere parte al tavolo per cercare di vincere si siede con una strategia pensata nei minimi dettagli e dopo una profonda analisi sugli altri concorrenti.
A quando il prossimo bluff?































