Quando parli di Thiago Motta e la voglia di stupire che ha, ti rendi subito conto che si tratta di un professionista nato per vincere. Da calciatore ha vinto in Spagna col Barcellona, in Italia con l’Inter (è uno dei fautori del Triplete nerazzurro del 2010) e in Francia con il PSG. Oltre ai titoli nazionali ci sono anche le due Champions vinte una con la squadra milanese e quella precedente con il Barcellona.
La voglia di stupire di Thiago Motta si traduce nella sua grande maestria nel cambiare il modulo tattico ma rimanendo sempre fedele allo spirito offensivo: 4-3-3, 4-2-3-1 e 4-1-4-1.
A sorprendere non sono di certo i titoli vinti con i club dove ha giocato, contribuendo a suon di ottime prestazioni anche se rimanendo sempre nell’ombra, ma la sua carriera da allenatore. Pensare che la sua nuova avventura da commissario tecnico era cominciata malissimo, a Genova, sponda rossoblù conquistò 2 vittorie (di cui una in Coppa Italia) in 10 partite e tanti saluti prima della fine di dicembre.
Spezia e Bologna
Resta un anno e mezzo senza squadra e poi arriva la chiamata dello Spezia che con una rosa che destava poche speranze di salvezza e invece il tecnico nato in Brasile e naturalizzato italiano trascina i liguri alla permanenza nella massima serie destando le attenzioni di alcuni club di zone di classifica più importante.
Arriva così il Bologna che propone a Thiago Motta di sostituire il compianto Siniša Mihajlović, alle prese con una malattia che lo porterà a spegnersi purtroppo solo qualche mese più tardi. Con i felsinei dimostra di avere lo spirito giusto per raggiungere qualcosa di grande e di storico e l’appuntamento con la storia arriva nella seconda stagione, quella del 2023/2024 e quella della consacrazione.
Il Bologna, a sorpresa, chiude il campionato al quinto posto e quindi si qualifica per la Uefa Champions League di questa stagione. Motta ha l’incredibile intuizione di costruire la squadra intorno a Zirkzee, gioiellino in prestito dal Bayern, e diffonde tra le fila dei giocatori il senso di disponibilità e sacrificio. Tutti sono pronti ad aiutare e a dare il proprio contributo per il bene della squadra.
Il Bologna vola giocando alla grande.
C’è la Juve
I risultati ottenuti con il Bologna non possono di certo restare inosservati e così la dirigenza bianconera, che deve svoltare dopo qualche stagione un po’ deludente, decide di rilanciarsi con un tecnico emergente che sa il fatto suo e soprattutto al quale viene chiesto di puntare sui giovani. Nasce così la nuova Juventus, formata dai vari Yldiz (mostruoso il gol segnato al PSV Eindhoven in (Uefa Champions League), Fagioli, Kean e Thuram.
In campionato la Juve c’è, ha 8 punti ma ha dimostrato che può battagliare fino alla fine del campionato con le migliori della classe.































