Arrivato insieme a Mourinho 3 anni fa, come il portoghese, lascia il timone della squadra anzitempo al termine di un percorso iniziato male (sconfitte con Lecce e Genoa) e finito ancora peggio (4 sconfitte consecutive, ultima delle quali in casa con l’Udinese).
Nel mezzo riunioni, cene con la squadra, confronti con la società e quell’orgoglio, quella voglia nel cuore di riuscire a realizzare la sua utopia: vincere giocando un gran calcio.
Un po’ doveva immaginarlo, il buon Sarri, quando accettò l’incarico 3 anni orsono, che l’impegno che avrebbe affrontato sarebbe stato improbo. Trasformare una squadra assuefatta al 3-5-2, dai ritmi blandi impostati da Milinkovic Leiva e Luis Alberto, in una da 4-3-3 tutta pressione e dinamismo.
La sfida però affascina soprattutto i grandi allenatori soprattutto quando sentono l’appoggio della società decisa a cambiare pagina, ringiovanire la rosa, dare una sterzata alle proprie ambizioni.
Sempre con il 4-3-3 c’aveva già provato Zdenek Zeman , arrivando anche lui ad un secondo posto (senza aver di fatto mai lottato per il titolo) prima di fallire miseramente nel suo tentativo ed essere allontanato dolorosamente da Sergio Cragnotti.
Questo non è accaduto a Maurizio Sarri, quando Lotito sceglie un allenatore lo sostiene e lo protegge fino alla fine anche fosse contro il mondo intero, e mai l’avrebbe esonerato se non per rischi concreti di retrocessione, è stato “il comandante” a decidere di fare la prima mossa, a lasciare tutti di stucco muovendosi in una direzione (le dimissioni) sconosciuta alla quasi totalità del popolo italico.
Difficile trovare altri allenatori dimissionari nel passato, sarebbe di certo stato più comodo attendere in panchina l’esonero per assicurarsi gli stipendi di questa e della prossima stagione ma l’orgoglio, l’impotenza di fronte ad un progetto che in questa stagione è clamorosamente naufragato, il carattere fumantino di un toscanaccio che solo pochi mesi fa aveva dichiarato di voler finire alla Lazio la sua carriera, hanno portato Sarri alla decisione più sofferta.
Deve essere stato lancinante per lui dover constatare la sconfitta, doversi arrendere all’ineluttabilità di non essere riuscito ad imporsi al timone della Lazio.
E’ vero, le richieste che aveva fatto alla società non sono state soddisfatte come aveva richiesto (arrivi sicuramente di valore ma meno pronti rispetto ai richiesti Zielinski, Berardi ed Ilic), è vero molti di questi sono stati acquisti tardivi (molta strategia di mercato), quindi c’è stata difficoltà di inserimento negli schemi sarriani, è vero il calendario ha messo la Lazio in difficoltà sin da subito ma, tutto questo, non basta a giustificare un rendimento davvero mediocre che colloca ora i biancocelesti al nono posto.
Il cammino in Champions, dallo stesso tecnico giudicato una vacanza quindi non il reale obiettivo, è stato superiore a quello in campionato, i giocatori sono sembrati esausti dalla ripetitività di movimenti ed intensità che l’allenatore chiedeva continuamente per realizzare un’aggressione che, nella mente del tecnico, doveva essere qualcosa di simile a ciò che pratica da anni il Liverpool di Klopp. E qui casca l’asino!
Per raggiungere determinati obiettivi bisogna dotarsi di giocatori adatti (non a caso la rosa del Liverpool è costata centinaia di milioni), campioni straordinari in grado di dare del tu al pallone e giocare con grande intensità in modo continuativo, quando mancano questi elementi tutto il resto va a farsi benedire.
Avrebbe dovuto capirlo subito il tecnico toscano che trasformare la Lazio in una specie di Liverpool non era cosa fattibile soprattutto se gli investimenti non possono essere stratosferici come accade oltremanica.
Ma gli allenatori come Sarri sono sognatori, neanche presuntuosi ma spesso credono che l’applicazione ossessiva di dettami tattici vincenti può portare alla vittoria dimenticando che, da sempre, sono i giocatori a vincere e non gli allenatori!
Intanto è arrivato Tudor a prendere il posto di Sarri e ha già conquistato tre punti nella sfida contro il Frosinone.































